Ultimamente me ne capitano di tutti i colori: sono sempre incazzato e nervoso, lavoro a bestia e non mi rendo conto di dove va tutta la fatica che fo. Litigo con questo mondo e quell’altro. Ma vale la pena di prenderla così male?
A stare a loro, direi di no
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A parte la banale considerazione che per molti versi gli anni ’80 sono stati giusti più di altri decenni, musicalmente parlando, questa band nei miei gusti ha sempre avuto una posizione preminente, per varie ragioni. Sicuramente un grande cantante e songwriter, che ha collaborato con alcuni personaggi particolarmente pregevoli, ma soprattutto la mia ammirazione va al bassista (in realtà polistrumentista) che non solo è un gran virtuoso dello strumento pur non essendo un rompimento di coglioni infinito come quasi tutti i virtuosi, ma oltretutto è cipriota e io non ho memoria che Cipro abbia mai prodotto alcunché di culturalmente valido. Salvo, evidentemente, lui, sulle cui varie attività vale la pena di andare qui.
Fra l’altro il video che vi propongo è dei Dali’s Car, vale a dire il risultato del sodalizio fra Karn e un altro per me mostro sacro: Peter Murphy appena uscito da quella cult band che sono stati i Bauhaus. Un conglomerato di personaggi pregevoli.
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… e vi invito a crederci …
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La bellissima signora che vedete ritratta nella foto è la soprano di origini maori Kiri Te Kanawa e si consideri che ha ben sessantacinque anni. Va da sé che è giustamente considerata una delle più grandi soprano viventi e, ieri, è stata insignita dell’ennesimo riconoscimento.
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Colgo l’occasione di fare un panegirico per una delle mie band preferite, per inaugurare una nuova categoria (dello spirito) nella quale di volta in volta farò qualche riflessione sul/sui libro che sto leggendo e la intitolo con il titolo di una delle canzoni contenute nel disco 77 del 1977 appunto: The book I read.
Che dire dei Talking Heads? Sicuramente riuniscono in sé molte caratteristiche fra le quali menzionerò una notevole predisposizione per l’avanguardia e la miscelazione dei generi, l’aver sicuramente lasciato il proprio segno a lungo nel tempo, l’aver scritto diversi must come Psycho Killer, Once in a Lifetime, Burning Down the House, Life During Wartime e molti altri, l’aver collaborato con musicisti che a tutt’oggi sono considerati a buona ragione dei pilastri di molti generi (menzionerò Brian Eno, Adrian Belew, Robert Fripp). Per anni ho tenuto nel file di signature di uno dei miei indirizzi di posta elettronica una loro frase: “E quando tutto andava a catafascio / nessuno ci faceva tanto caso”, frase che sto per riprendere e mettere nella signature del mio indirizzo di posta di lavoro visto che è esattamente quello che sta succedendo.
Inoltre, a mio modo di vedere, hanno scritto una delle più belle canzoni di cui vi propongo il video nonché il testo. Per il libro che sto leggendo vi rimando invece ad un successivo post.
Everyone is trying to get to the bar.
The name of the bar, the bar is called Heaven.
The band in Heaven they play my favorite song.
They play it one more time, they play it all night long.
Oh heaven, heaven is a place, a place where nothing, nothing ever happens.
Heaven is a place, a place where nothing, nothing ever happens.
There is a party, everyone is there.
Everyone will leave at exactly the same time.
When this partys over it will start again.
It will not be any different, it will be exactly the same.
Heaven is a place, a place where nothing, nothing ever happens.
Heaven is a place, a place where nothing, nothing ever happens.
When this kiss is over it will start again.
It will not be any different, it will be exactly
the same.
It’s hard to imagine that nothing at all
could be so exciting, could be this much fun.
Oh, heaven, heaven is a place, a place where nothing, nothing ever happens.
Oh, heaven, heaven is a place, a place where nothing, nothing ever happens.
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Volevo farlo io un articolo sul poeta lì sopra, ma quello linkato è molto bello e non vale la pena di spremersi.
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A parte la discutibile accentazione di cui fa uso, questo ragazzo mi piace sempre di più. Quando poi afferma:
La musica e la democrazia sono come l’uranio e i coreani. Per il bene dell’umanità non vanno messi insieme
mi pare tocchi delle vette non indifferenti.
Sto preparando un post sul concetto di democrazia, appena avrò tempo lo posterò.
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Si potrà dire qualsiasi cosa di quest’uomo, a partire dalle sue inclinazioni sessuali per giungere a quelle esoteriche che lo hanno portato a frequentare personaggi abbastanza strani tipo questo o questo. Però, garantito per averlo visto e sentito personalmente, è un cantante assolutamente eccezionale, tanto da essere una spanna anche sopra lui.
Ripesco questo pezzo bellissimo e mieloso per fargli un omaggio.
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Per chi conosce il francese, ma anche per chi non lo conosce e ha la pazienza di ascoltare un po’ di chiacchiere di cui non capisce un’acca, inframmezzate da ottima muzak.
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Devo dire che questa dichiarazione di qualche anno fa che scopro solo ora mi rafforza nella convinzione che più aggressivo di uno scritto al mondo non c‘è niente e penso a tutti quei bischeri esagitati che assaltano i McDonalds et similia e li depreco profondamente.
Ecco a voi quanto hanno dichiarato le Violent Femmes in seguito all’utilizzo da loro evidentemente non condiviso di un loro brano per la pubblicità di una catena di Fast Food.
For the fans who rightfully are complaining about the Wendy’s burger advertisement featuring Blister in the Sun, Gordon Gano is the publisher of the song and Warners is the record company. When they agree to use it there’s nothing the rest of the band can do about it, because we don’t own the song or the recording. That’s showbiz. Therefore when you see dubious or in this case disgusting uses of our music you can thank the greed, insensitivity and poor taste of Gordon Gano, it is his karma that he lost his songwriting ability many years ago, probably due to his own lack of self-respect as his willingness to prostitute our songs demonstrates. Neither Gordon (vegetarian) nor me (gourmet) eat garbage like Wendy’s burgers. I can’t endorse them because I disagree with corporate food on culinary, political, health, economic and environmental grounds. However, I see my life’s work trivialized at the hands of my business partner over and over again, although I have raised my objections numerous times. As disgusted as you are I am more so.
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E dopo mesi di rottura di coglioni, ma di quella pesante per la morte autoimposta di quel mezzo finocchio, mezzo cantante, mezzo ballerino, mezzo uomo insomma di – come diceva una nota commerciante di dischi della città dove ho passato l’adolescenza – Maicol Gesso, ecco che alla lunga lista di gente massiccia che ci lascia prematuramente (composta, per fare qualche nome, di Jim Morrison, Syd Barrett, tre Ramones su quattro, Buddy Holly, George Brassens, Frank Zappa e già per due chilometri ancora), oggi si aggiunge Willy de Ville, un musicista originale, strano, colto, che riusciva a fare un mescolone meticcio di varie culture (quasi tutte nord e sud americane) e che ci sorprendeva ogni volta con la sua originalità e con la sua bravura. Per tutti quelli che invece di piangere De Ville, sono mesi che ci sfrantucano ‘u gazzo con quella pletora di ricchioni e maiale dei fratelli e delle sorelle di quel cretino che era talmente cretino da essere nato nero e uomo e voleva diventare bianco e femmina, drogandosi peraltro come una bestia e pertanto costituendo un pessimo esempio da seguire per milioni di deficienti (che non si meritano altro) che si erano fatti abbindolare da un paio di singoli incisi qualcosa come 26 anni fa, dedico il titolo di uno degli ultimi album di De Ville che in milanese assume il significato appropriato: PISTOLA!
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Lux Interior 1946-2009
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Eccomi qua di nuovo. Intanto un aneddoto che serve ad introdurre il post. All’epoca dei Limbo provavamo sempre a casa di Gianluca ed eravamo (lo sono ancora a dir la verità) in grande confidenza con i di lui genitori. Costoro avevano (ed hanno) una coppia di amici il cui essere maschile era uso apostrofare durante tutte le conversazioni il babbo di Gianluca con una frase fatta che era: “Gianfranco diciamocelo in faccia”. Tanto è entrata nelle nostre orecchie questa frase che il nome di costui mi risulta sconosciuto. So solo che si chiama Gianfrancodiciamoceloinfaccia. E con questo incipit vale la pena di fare qualche osservazione sulla realtà che ho raccolto in questi ultimi giorni che non ho aggiornato il blog.
Diciamocelo in faccia: questa storia della riesumazione di Padre Pio puzza da fare schifo di raccolta di offerte sostanziosissime per una delle zone più depresse del Paese. E fra l’altro non ho seguito bene la faccenda di questo tizio perché sinceramente non me n‘è mai fregato un granché, però ora vorrei che qualche commentatore di questo blog mi dicesse perché minchia mai questo tizio è così famoso e adorato, tanto che quel vecchio rincoglionito di Giampaolo Medaglia d’Argento l’ha santificato (sia pure – va detto – insieme ad altri quattrocento e passa sconosciuti).
Diciamocelo in faccia: mai fidarsi dei preti. Una bella dimostrazione è stata questa incresciosa vicenda della lista del Giulianone, alla quale prima è stato mostrato grande appoggio da parte del clero, salvo poi questo appoggio ritirlarlo lasciando il povero mentecatto ciccione con le pive nel sacco. Loro lo sanno bene a chi devono affidarsi per proteggere i loro sudicissimi interessi ed infatti con cento candidati cattolici nel PD e duecento nel PDL chi le ha stravinte le elezioni? E il ciccione? Nulla.

Diciamocelo in faccia: l’ultimo dei disco degli Einstuerzende Neubauten è proprio bello. Arrivo a dire che è uno dei più belli di questa band. In particolare Nagorny Karabach che potete vedere qui sotto. Fra l’altro bisogna aggiungere ai meriti di Blixa e compagni di mettere a disposizione sul web tutta la propria produzione e venderla a due lire. Per non parlare del fatto che sono front line members della Electronic Fronteer Foundation per quanto attiene la lotta al copyright in musica. Sul loro profilo Last.fm i brani che si possono riprodurre sono completi e non di trenta secondi e l’Ammiraglio li ha visti dal vivo di recente e si è convertito ai Palazzi Nuovi che Crollano. Direi che può bastare.
Diciamocelo in faccia: l’ultimo disco di Madonna mette in mostra dei limiti mostruosi rispetto alla sua precedente produzione che – pur non essendo fra le mie favorite – brillava per originalità e accuratezza. Sarà il caso che cambi registro oltre che etichetta discografica. Comincia evidentemente a sentire l’età e vestirsi da budello non è che rimedi molto.
Diciamocelo in faccia: non c‘è dubbio che io sia settario in musica, ma alla fine della fiera ascolto di tutto. Tuttavia la mia idiosincrasia non è mai stimolata tanto come di fronte alla band più odiosa di tutti i tempi: i Maroon 5. Mi fanno veramente schifo, li trovo odiosi, sciatti, ammiccanti in modo insopportabile, i loro pezzi sono un concentrato di stronzaggine insulsa come non è dato altrove di rilevare. Inoltre il cantante è anche un grezzo d’animo che non si è trattenuto dal fare rivelazioni a sfondo pesantemente personale sulla sua ex fidanzata, la tennista Sharapova. Insomma hanno tutte le carte in regola perché io mi auguri che facciano la fine di Buddy Holly o di qualche altra star morta in circostanze particolarmente atroci.
Diciamocelo in faccia: su questa storia della sicurezza sarebbe il caso di darsi più di una regolata. Intanto garantirla senza farci sopra le campagne elettorali (visto e considerato che le tasse le paghiamo sia che vinca uno piuttosto che un altro e che inoltre si tratta di un diritto costituzionalmente garantito, anche se in modo indiretto). Inoltre mi piacerebbe che si smettesse di ingenerare volutamente confusioni che poco giovano ai cittadini ed alla gestione della cosa pubblica. La parola italiana per designare chi è nato in Romania è RUMeno e non ROMeno, altrimenti si dà la giustificata senzazione che si voglia significare che i ROM sono tutti ROMeni, il che è ovviamente falso.
Quanto al discorso che i RUMeni sono a questo punto europei merita tutto un discorso a parte (che prometto da tanto, ma che è talmente complesso nel mio pensiero che devo ancora trovare il modo di ridurlo alla misura di un post efficace) che qui non è il caso di affrontare. Basti per ora dire che non ce ne può fregare di meno se sono di area Shengen o meno. Se fanno le cazzate (e le fanno come tanti altri Shengen e no) devono prendere le loro giuste pedate nel corpo e a casa senza passare dal via e prendere le ventimila lire, europei o no.
Diciamocelo in faccia: mi riempio di oscuro terrore quando vedo che esistono questi blog e e colgo l’occasione per osservare che l’amico Benny Icsvi è stato capace di stare una settimana negli Stati Uniti SENZA pronunciare MAI la parola Iraq. Mi piacerebbe sapere quanti dei sei miliardi di abitanti del mondo sarebbero capaci di fare altrettanto. Questo a dimostrazione delle enormi capacità dei pretacci, il che è quanto si asseriva anche poco sopra.
Diciamocelo in faccia: queste elezioni sono andate come sono andate e io non mi aspetto niente di buono e niente di cattivo. Stiamo a vedere. Quello che mi sembra sia stato poco messo in evidenza e che molti non abbiano quindi capito è che in questo Paese non sono solo i RUMeni a godere di scarsa simpatia e quindi di farne godere altrattanto poca a chi li appoggi in qualsivoglia maniera. Nel medesimo novero rientrano gli ecologisti, i no global, i ricchioni e i comunisti tout court. Strano che costoro (o almeno molti di costoro) continuino a far finta di niente prendendola evidentemente sotto gamba. Rischiano tra cinque anni di non avere una nuova possibilità .
Diciamocelo in faccia: quanto sopra ha portato la buona conseguenza che Diliberto e Giannetto non li vedremo più. Chi è Giannetto direte voi? Ma come sarebbe? Eccolo qua!
Beh mi sembra di aver vomitato abbastanza cattiverie. Ho rimesso il male. A presto.
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