Transitioning ·

1. gennaio 2013, 14:33 by Sir Francis Drake

Notevole sforzo mi è costata la transizione, non tanto dal 2012 al 2013 (che non me può fregare de meno, sono convenzioni odiose che mi rendono nervoso sol per il fatto che vi sono legate delle cosiddette vacanze che però non hanno niente della vacanza), quanto dal sistema di initiscripts sulla mia Archlinux Box a quello di systemd. Una vera e proprio rivoluzione che, mentre nelle altre distribuzioni presumibilmente viene automatizzato, nelle distribuzioni che amo (Gentoo, Arch, Slackware) necessita di applicazione. GDM che va a farsi fottere, demoni che non partono dopo l’upgrade, impossibilità di utilizzare archivi removibili e, addirittura, il filemanager. Insomma: un disastro. Ma ecco che viene in nostro aiuto il Wiki che, per quanto riguarda Arch, trovate qui. Io l’ho seguito e il mio tesorino va ora che è una bellezza.
Buona transizione!

P.S. Naturalmente ha anche aiutato una bella salva di moccoli che nel Wiki non è menzionata. Diciamo che la suggerisco come tocco di customizzazione al processo.

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Free as in freedom ·

13. febbraio 2012, 09:18 by Sir Francis Drake

E con questa con me hanno chiuso.

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Non stiamo tanto a fare analisi di mercato ·

5. febbraio 2012, 12:37 by Sir Francis Drake

Questo che vedete è un pezzo di codice php (fa parte di uno script per ottenere la distanza in linea d’aria fra due città). Io sfido chiunque a scrivere un affare del genere utilizzando una touch-keyboard, di qualsiasi device mobile si tratti. Come minimo ci vogliono due ore e chiunque riempirebbe il codice di errori.
Dove voglio arrivare? I computer (portatili o fissi che siano) non potranno mai morire a vantaggio dei dei mobile devices in particolar modo di quelli a touch, come lascerebbero intendere le analisi di mercato che vedono il mondo informatico ormai i guerra per decidere se sono migliori gli iPad o i tablet Android. Si potrà ottenere certamente una forte riduzione dei computer dotati di tastiera fisica, ma certamente una quota di mercato la manterranno sempre, a meno di improvvise rivoluzioni nella programmazione e nella scrittura del web. Si tenga presente che, per dirne una, di nicchi quanto si vuole, ma esiste ancora un mercato dei DAT (Digital Audio Tape), perché gli altri supporti, di cui viene fatto un uso spropositato (dischi removibili, cd, dvs, blue-ray) non danno ancora tutte le possibilità che dà il DAT. Un programmatore o un web designer non potrà fare a meno del computer ancora per molti e molti anni, se non addirittura MAI. Anche perché, diciamocelo, questi devices vengono utilizzati soprattutto in bagno, confermando – se ancora ce ne fosse bisogno – che si tratta di roba da segaioli.

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We see things differently ·

10. novembre 2011, 15:05 by Sir Francis Drake

Oggi vi voglio parlare di uno scrittore e saggista che apprezzo moltissimo, pur essendo egli statunitense e, addirittura texano (di Austin): Bruce Sterling.

Fondamentalmente si tratta di uno scrittore di scienze fiction ed è considerato, insieme a William Gibson, l’inventore del cyberpunk e di molti dei suoi sottogeneri (tipo lo steampunk).

Ma la letteratura fantastica non è la sua sola attività visto che, oltre a una serie di saggi considerati, giustamente, molto importanti per le analisi sociologiche trattate (vedere ad esempio Giro di vite contro gli hacker oppure Tomorrow Now), tiene anche un blog su quella rivista che a me non è che proprio piace molto.

Uno dei suoi scritti che mi ha colpito di più e che trovo particolarmente attuale, ancorché scritto diversi anni fa ormai, è contenuto in una raccolta di racconti brevi. Ve lo sottopongo (è libero): si intitola We see things differently ed è molto, molto interessante.
Buona lettura!

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Basta via ... Così non si fa. Basta! ·

5. novembre 2011, 13:56 by Sir Francis Drake

E’ evidente che io sia un talebano del software libero, ma la mia radicalità – visto il mio attivismo per cercare di diffondere il più possibile il software libero – l’ho stemperata e, pur avendo imparato GNU/Linux su Slackware e poi essere passato a Gentoo, in un primo momento ho cominciato ad installare sulle macchine degli altri Ubuntu e poi anche sulle mie per maggiore semplicità. Solo che da un po’ di tempo Ubuntu sta seguendo delle policy poco corrette, secondo me, e con le ultime due releases (11.04 e 11.10) Canonical ha veramente pisciato fuori dal vaso. Perché questo desktop è veramente una cagata:

Ora: si potrà discutere sulla bontà o meno di Gnome 3 (che in buona parte sembra richiamare alcune features di Unity), ma comunque resta un desktop manager che, seppur richiedendo qualche sforzo di abitudine, ha delle buone prestazioni e – sopratutto – ti consente di tornare alla vecchia interfaccia.

E in ogni caso con altre distribuzioni, tipo quella che uso io puoi in cinque minuti cambiare desktop manager e mettere per esempio questo

Con Ubuntu si tratta di operazioni complesse e rischiose (c‘è da sputtanare l’interfaccia grafica), tanto è vero vengono previste distro “sorelle” (Kubuntu, Xubuntu) per evitare di partire da Ubuntu e cambiare il desktop manager a mano.
Beh. Non sono più disposto a sopportare questo sistema di fare. Preferisco di gran lunga o installare Archlinux, per esempio, oppure un’altra distribuzione, tipo Fedora che scassano parecchio meno la minchia ed hanno ad oggi raggiunto in definitiva la medesima semplicità di intellazione e di uso di Ubuntu. Ma badate bene: di Ubuntu fino alla 10.10 perché con Unity e varie modifiche sostanziali ora veramente si richiede troppo sforzo all’utente per abituarsi ad un sistema molto diverso da prima. E badate bene che Unity è pensata per i tablet e anche questo, cioè il voler in tutti i modi correre dietro alla tendenza per forza, non è che mi trovi tanto d’accordo. Come non mi trova d’accordo il principio per cui si spengono le luci sui PC classici (anche i netbook) per favorire nuovi devices. Che un tablet, per quanto sofisticato, possa sostituire un PC è non solo tutto da dimostrare, ma anche poco auspicabile. Ergo: via da Ubuntu e avanti con qualsiasi altra distribuzione, basta che non abbia Unity o uCloud (altra cagata potenzialmente pericolosa).

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Questo è bene leggerlo, secondo me ·

3. novembre 2011, 17:16 by Sir Francis Drake

Questo articolo di Franco Berardi detto Bifo merita un’attenta lettura perché deriva da un articolo di molti anni fa scritto da uno che tutto poteva essere salvo che un nemico della rete. Ci vuole molto, ma molto occhio soprattutto con i ragazzi …

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Una segnalazione ·

2. novembre 2011, 09:43 by Sir Francis Drake

Sono rimasto affascinato per diverse ragioni da questo sito. Le ragioni sono di ordine sia sostanziale che formale. Sostanziale perché ne condivido i contenuti, le direttive e i motti

Think different: billionaries are not on your side
Stay foolish: fight capitalism
Stay hungry: eat the rich

Formale perché mi piace così tanto il design che ho rifatto il mio layout sulla quella falsariga. Enjoy!!!

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Noi gli si va in saccoccia ... ·

19. ottobre 2011, 16:17 by Sir Francis Drake

a questi buffoni

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La facciamo finita di sparare cazzate? ·

17. ottobre 2011, 15:07 by Sir Francis Drake

Lascio ad altri molto più competenti di me in materia il deprecare tutti i peana (peraltro già molto smorzati dopo appena dieci giorni) sulla morte del “genio dell’IT” Stefano Lavori.

Io mi concentro, perché mi fa incazzare a bestia, sull’assurda affermazione che la rivoluzione mediorientale, ed in particolar modo dell’Egitto con la sua piazza Tahrir, sia dovuta anche quella a Stefano Lavori e ai suoi gadget grondanti del sangue di centinaia di persone. Bene.

E’ una stronzata senza precedenti perché ve li immaginate quanti Egiziani si sono twitterati con degli iPhone o degli iPad, con quello che costano non solo questi devices, ma anche le conseguenti applicazioni scaricabili sopra da quell’infame invenzione che è iTunes? Se erano due sarà stato grasso che colava. Gli altri MILIONI presumibilmente avrà utilizzato dei Nokia a basso prezzo, o dei Samsung, tutto, ma proprio tutto salvo che roba Apple che – lo sanno tutti, ma proprio tutti – costa un botto di quattrini.

Cerchiamo di mantenere il limite della decenza per cortesia …

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A parte che ... ·

6. luglio 2011, 20:34 by Sir Francis Drake

… sono perlopiù pubblici i dati che sono stati violati in questa occasione, ma soggiunge un’ulteriore considerazione: leggere quanto segue

E un pessimo giorno per le università italiane. I loro siti sono deboli, pieni di falle. Come fate a dare i vostri dati a idioti del genere? È uno scherzo? Cambiate password ragazzi; cambiate concetto di sicurezza, università. Avremmo potuto rilasciare molto di più, avremmo potuto distruggere dati e reti intere. Siete pronti per tutto questo???

fa dire al sottoscritto che questi hanno tutte le ragioni del mondo. Aggiungo che in un caso almeno la possibilità di respingere l’attacco ci sarebbe stata, ma siccome i professoroni si credono tanto furbi e superiori non l’hanno sfruttata. Ben gli sta. Il minimo che può capitare loro è di essere presi per il culo. Minimo.

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