Ci sono delle persone ... ·

10. agosto 2010, 07:41

… che, per ragioni che è difficile comprendere, sopratutto per chi, come me, non ha tentazioni esoteriche o parapsicologiche, riescono con grande anticipo a vedere ben oltre la punta del proprio (e di molti altri) naso. La vignetta qui sotto (di quel famoso artista per cui molte volte ho mostrato grande predilezione) è dei primi anni Ottanta:

Categorie: Personaggi pregevoli * Il segno di una resa invincibile

Commenta pure

* * *

Ma perchè? ·

27. luglio 2010, 13:44

Ieri è stato condannato a 35 anni di reclusione il sessantasettenne Kaing Guek Eav detto Duch ed oggi Libération ci dice che ha fatto appello. Al di là della banale osservazione che tutto è inutile perché 35 anni non li farà mai e quelli che gli restano da vivere li passerà nelle non patrie galere in ogni caso, mi sconvolge osservare che per un massacro del genere che – come avevo già osservato – alla fine la gente tende a dimenticare, a differenza di altri, si giunga alla prima condanna 31 anni dopo la caduta del regime che lo ha compiuto.
E qui comincio a spiegare qualcuno dei motivi della mia assenza da queste scene: intanto vi basti sapere che, come avevo avvertito, ormai sono due anni che l’Ateneo in cui lavoro è terremotato da un dissesto finanziario dovuto alla pessima gestione di cui qui si dà una descrizione edulcorata. Ora se per condannare il boia di cui sopra ci hanno messo 31 anni, per condannare il branco di merde capitanato da questo manigoldo per tutta una serie di reati che vanno da falso in atto pubblico a falso in bilancio ad alterazione di scritture contabili e così via quanto ci metteranno?

Categorie: Il segno di una resa invincibile * And Justice for All

Commenta pure

* * *

Qualche precisazione [I'm back] ·

27. luglio 2010, 08:36

Rinviando ad altro momento le ragioni per le quali sono sparito dalla circolazione per un mesetto abbondante (come se ve ne fregasse qualcosa), torno a riflettere su alcuni spunti che via via mi sono messo da parte. In particolare noto che girella su quel noto Social Network uno stralcio di un discorso del 1950 di uno dei miei giuristi preferiti e padre della Costituzione che, però, mi sembra sia a bella posta male interpretato e che voglia attribuire tutta la colpa ad uno che di colpe ce ne ha a bizzeffe, ma in molti – che ora lo combattono anche piuttosto blandamente – hanno contribuito a fargliele accumulare, questa in modo particolare.

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private.

Fin qui niente da dire. E’ evidente che è quello che sta succedendo.

Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.

E già qui l’analogia con quel che sta succedendo non torna. Perché le scuole private che si sta cercando di favorire non sono scuole di partito, ma le scuole CATTOLICHE che, com‘è noto, non sono di nessun partito perché i Cattolici non hanno un partito, come ai tempi i Calamandrei, ma sono adeguatamente infiltrati in egual misura in TUTTI i partiti, nessuno fatta eccezione.

Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.

Anche qui si torna nel pieno dell’analogìa e della profezìa. Basta intendere il lessema virgolettato “quelle” non come scuole di partito, ma come scuole cattoliche.

L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: – rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.

Vero, verissimo e verificabile

- attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.

Qui invece vengono in essere le responsabilità NON dell’attuale governo, ma di quelli passati e, soprattutto, di quella fazione politica (e sindacale che poi è lo stesso) che a partire da una certa data ha fatto in modo che i docenti delle scuole pubbliche, essendo sindacalizzati, venissero resi più o meno servi della gleba, regionalizzando, prima, e provincializzando, poi, le graduatorie delle abilitazioni. In questo modo si è impedito, facendolo passare per un beneficio per i giovani docenti, la libera circolazione della cultura e della capacità di insegnare. Inoltre esistevano, prima di quella data, degli ottimi ispettori ministeriali che giravano tutta Italia, mettendosi a sedere nei banchi insieme agli alunni e ascoltando ciò che veniva spiegato, salvo poi farne precipua relazione al Ministero dal quale, alle volte, stampavano dei culi come bicchieri da ponce. Per concludere (ma limitandosi al minimo) hanno ovviamente assunto praeter necessitatem, creando la celeberrima categoria dei DOA (Dotazione Ordinaria Aggiuntiva), vale a dire una plétora di precari che lo Stato teneva (e tiene) per le palle e su cui esercita diritti simili a quelli del caporalato. Bene. Tutto questo va fatto risalire NON a Berlusconi o a chi Berlusconi ha sostituito, ma al PCI e alla trimurti sindacale dal PCI controllata e poi alle varie incarnazioni che questa sinistra, diciamolo, del cazzo ha via via rivestito, per giungere ai giorni nostri dove – come di consueto facendo a mezzo con i potenti di turno – ancora una volta assistiamo ad un fenomeno che per anni ha ricevuto il nome giusto che chissà perché, oggi non lo si trova più neanche sul vocabolario: CONSOCIATIVISMO.

- dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!
Quest’ultimo è il metodo più pericoloso. » la fase più pericolosa di tutta l’operazione […]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito.”

Qui si rientra nell’analogìa e, parzialmente, si conferma quanto ho detto poco sopra, soprattutto quando si parla di UNA SOLA RELIGIONE.
Mala tempora currunt.

Categorie: Il segno di una resa invincibile * Personaggi pregevoli

Commenta pure

* * *

Mi si tacci pure ... ·

27. maggio 2010, 21:17

… di bieco sessismo e machismo, ma secondo me – soprattutto guardandola stasera ad Annozero – Conchita fa dei soffoconi non da poco e, per giunta, oggi ha un paio di di scarpe assolutamente fetish che rafforzano l’impressione di mugoloni spaziali e letti disfatti.

Ah, mi accorgo ora che le scarpe fetish hanno dei tacchi non da poco. Ma che senso avrà che faccia il direttore di quel troiaio di giornale.

Categorie: Il segno di una resa invincibile * Diamoci all'ippica

Commenta pure

* * *

„Wir haben Zeit gekauft, mehr nicht“ ·

16. maggio 2010, 12:58

Qui si fa riferimento ad un’intervista ad un economista che parla dell’intervento europeo che riempie le pagine dei giornali di questi giorni, ma chissà perché questa espressione mi pare adeguata ad una serie di avvenimenti che mi riguardano personalmente.

Categorie: Metà tà fusikà * Il segno di una resa invincibile

Commenta pure

* * *

Ho da dirne diverse ... ·

7. maggio 2010, 15:26

… ma intanto mi limito ad osservare una cosa: in Irlanda del Nord voto unanime per loro.

Qualcosa vorrà dire …

Doesn’t seem quite so long ago,
The last time that I saw you,
Ain’t it funny how the memories grow,
They always fold around you,
They tried to break you in a living hell,
But they couldn’t find a way,
So they killed you in a H-Block cell,
And hoped that all would turn away,
Thought that your spirit couldn’t rise again
But it dared to prove them wrong,
And in death you tore away the chains,
And let the world hear freedom’s song,

Yet the heartache and pain linger on,
They’re still here though it’s so long since you’ve gone,
But we’re stronger now you showed us how,
Freedom’s fight can be won

I wish there was an easy road to choose,
To bring the heartache to an end,
But easy roads are always sure to lose,
I’ve seen that time and time again,
If you can stand by me like yesterday,
I’ll find the strength to carry on,
So let your spirit shine along the way,
And our day will surely come,

Yet the heartache and pain linger on,
They’re still here though its so long since you’ve gone,
But we’re stronger now, you showed us how,
Freedom’s fight can be won, if we all stand as one.

Categorie: Circumnavigazioni * Il segno di una resa invincibile

Commenta pure

* * *

Comincio a pensare seriamente ... ·

29. aprile 2010, 21:26

… nella validità della clonazione umana. Come mai non c‘è modo di vedere una classe di intellettuali non dico eccezionali, ma almeno decenti come quello in effigie? Dobbiamo clonarla una persona seria, preparata, moderata, civile e pacata, oltre che assai saggia e dotata di notevole statura morale e culturale? Che si esprime, cosa assai importante, in un buonissimo italiano?
E poi, lo so che esiste anche un’ala destra del Corriere, ma – diciamoci la verità, è l’unico giornale degno di tal nome in tutto il Paese. Quale altro giornale ha Mieli, Magris, Sartori, Galli della Loggia, Stella, Rizzo e via discorrendo? Non saranno tutti così equilibrati, si potrà dire che alcuni sono anche faziosi, ma almeno scrivono degli articoli che hanno un senso, analisi che possono essere più o meno condivisibili, ma che almeno sono analisi e articoli degni di tal nome.

Categorie: Personaggi pregevoli * Il segno di una resa invincibile

Commenta pure

* * *

Ripartiamo da qui ·

25. aprile 2010, 15:51

Partiamo da giovedì scorso che è stato il momento clou della settimana mia e di altri. Cosa è successo? E’ successo che ho passato la giornata (ma non che le precedenti fossero state meglio) a discutere con mezzo mondo proprio mentre, nel pomeriggio, si teneva la ormai mitica direzione nazionale del PDL con tanto di scontro fra Berlusconi e Fini. Tornato a casa la sera m‘è venuto in mente, stupido che non sono altro, di mettermi a guardare la trasmissione di Santoro e mal me n‘è incolto. In primo luogo perché parte era dedicata allo scontro succitato, parte a quella faccenda, disgustosa, del sindaco leghista di Adro, circondato da mamme leghiste e mamme extracomunitarie le prime ingiustamente, le seconde giustamente incazzate.
Ospiti della trasmmissione, oltre al solto coglione di cui ho già parlato, erano tre esponenti del PD che su Twitter e FB, nonché in alcuni blog sono stati ribattezzati come “il tridente”.
Ora: Pippo Civati è stato l’unico che possa essere definito attaccante di razza, mentre per il buon Matteo Renzi, democristiano di lunghissimo (anche se molto giovane) corso, nonché margheritino che ha vinto le comunali a Firenze solo ed esclusivamente per il marchio che portava addosso e non certo perché esponente autorevole della sinistra (visto che di “sinistro” non ha proprio niente) e, soprattutto, per quella mezza persa della Serracchiani per la quale non rilevo alcuna differenza con quei cialtroni che guidano il partito, non mi sembra proprio che sia da utilizzare altro linguaggio calcistico se non “squadra dell’oratorio”, altro che tridente!
Inferivo, fra l’altro, mentre ascoltavo disgustato l’ennesima tiritera contro Berlusconi che con la questione “asilo di Adro” non c’entra una beneamata minchia, che la gente si è rotta veramente i coglioni dei partiti, tutti nessuno fatta eccezione, mentre scorgo una tendenza ad aderire, se proprio si deve aderire a qualcosa, semmai a sistemi di tipo movimentistico, sia pure in senso lato. La Lega, che ha stravinto alle ultime regionali, alla fine non è che proprio sia un partito tradizionale, così come non lo è l’IDV, così come non lo è il PDL. In realtà si tratta di formazioni politiche o di tipo movimentista o di tipo follow the leader. C‘è un piccolo problema per il PD: che il leader non ce l’hanno e si può dire di tutto di Bossi, Berlusconi, Fini e Di Pietro (ma a modo proprio anche Grillo), ma non che non siano dei leaders. Il risultato è sconfortante dal momento che non solo Bersani non lo è, ma anche quei tre, “il tridente” dei miei coglioni, non lo sono.
Ergo per costoro prevedo dei tempi parecchio bui.

Categorie: Il segno di una resa invincibile * Strategie contro

Commenta pure

* * *

Io vorrei sapere ... ·

16. aprile 2010, 08:47

… per quale ragione dobbiamo farci fare lezione da gente che fino a poco tempo fa si tingeva la faccia di blu.
Fra l’altro, rispetto a quanto dicevo qualche tempo fa, mi sa che il quadro è cambiato

Categorie: Il segno di una resa invincibile * Diamoci all'ippica

Commenta pure

* * *

Provo profondo disgusto ... ·

8. aprile 2010, 15:04

… di fronte all’approssimazione espressa qui che però ho visto mille volte. Se una che balla seminuda in un locale di lap dance è una pornostar, questa che di norma fa doppie penetrazioni anali cos‘è?

Categorie: Strategie contro * Il segno di una resa invincibile

Commenta pure

* * *

Forse ... ·

1. aprile 2010, 14:08

… sarò pressapochista, ma non sono il solo a leggere qui, qui, qui, qui e anche qui.
E solo sui giornali di oggi eh …

Categorie: Il segno di una resa invincibile * Personaggi spregevoli

Commenta pure

* * *

Niente da fare ·

30. marzo 2010, 08:36

Ancora una volta si dimostra l’inefficacia di qualsiasi strategia politica in Italia. Pochissimo tempo fa ho riportato un passo di una lettera di Odifreddi e continuo ad essere convinto della bontà della sua riflessione. In politica bisognerebbe combattere con le armi della politica e invece la sinistra italiana, e in generale l’area antiberlusconiana, continua a credere che l’antiberlusconismo sia un’arma vincente: le televisioni, i giornali, le scopate con le escort, tutto, ma proprio tutto è passato per la testa (dura) dei cialtroni che dirigono l’opposizione, salvo che anche solo un alito politico. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Inoltre, anche il non avere evidentemente tra le proprie fila personalità che vadano oltre quella di Forminchioni, per dire, è indice di una fallàcia non da poco. E purtroppo, ne sono convinto, anche questa volta non si arriverà ad una resa dei conti perché non c‘è chi il conto lo possa presentare. Che fanno? Se lo presentano l’un con l’altro fra poveracci? Bah …

Categorie: Il segno di una resa invincibile * Personaggi spregevoli

Commenta pure

* * *

La torre d'avorio ·

28. marzo 2010, 15:11

Trovo particolarmente degno di attenzione questo articolo che è pregno di spunti interessanti in positivo ed in negativo. Il senso generale è effettivamente condivisibile: la cultura, l’arte in generale e la scrittura in particolare, sulla scorta di Montaigne hanno la necessità di isolare chi le coltiva per riuscire nei propri obiettivi.
Meno efficace quando parte da questi presupposti:

I nostri tempi non favoriscono la concentrazione. O almeno non quella di cui uno scrittore avrebbe bisogno. IMarcel e i Nathan oggigiorno scarseggiano. Forse per il moltiplicarsi delle sollecitazioni narcisistiche: festival, tv, radio, teatri, tripudianti spregiudicate groopie… Tutto congiura a titillare l’infinita vanità dello scrittore…

che presupposti non sono, o meglio sono sbagliati. Il presupposto giusto è l’eventuale vanità dello scrittore che si lascia traviare da quelle sollecitazioni cui dovrebbe, per natura, rifuggire.
E, d’altro canto, anche affermazioni del genere lasciano francamente il tempo che trovano:

Bisogna essere dotati di un certo spirito per non cedere alla fatuità della politica, e alla magniloquenza cui molto spesso la politica si accompagna

perché potrei, e posso, citare almeno un paio di nomi che certo non hanno ceduto alla fatuità della politica, anzi – nel caso – ne hanno grazie al proprio intervento innalzato non di poco il livello, senza per questo che le loro opere o il loro status di intellettuali di altissimo livello ne venissero intaccati: Magris e Cacciari.
C‘è da dire che effettivamente l’information overload rischia di essere pericoloso e distraente, ma è altrettanto vero che non riesco ad immaginare nessun grande intellettuale del nostro tempo che si possa permettere di sfuggirgli. Altra cosa, è evidente, è quella di apparire dappertutto rischiando, e questo alla fine è il princìpio che rende questo articolo valido, di unire la propria stridula voce al coro di gazze che ormai hanno invaso il mondo. Ma nessuno che possa considerarsi davvero grande lo fa.

Categorie: Metà tà fusikà * Il segno di una resa invincibile

Commenta pure

* * *

Una riflessione ·

23. marzo 2010, 08:39

Mi chiedo, alla luce di quanto leggo per esempio qui, nonché qui- dove si spiega la questione

Le jeu de la mort, signé par Christophe Nick, regroupe quatre-vingts volontaires n’ayant jamais participé à un jeu télévisé. Tous sont recrutés pour tourner une nouvelle émission de divertissement, «La Zone Xtrême». Pas d’argent à la clef. Le principe pour les participants : soumettre un candidat à une série de questions. S’il répond mal, il faut lui infliger la punition : une décharge électrique allant crescendo de 80 à 460 volts. L’homme soumis à ce supplice, Jean-Paul, est en fait un acteur. Les questionneurs ne le voient pas mais il fait entendre sa douleur au moment des pseudo-décharges : des petits cris, puis des supplications demandant de cesser le jeu, avant de ne plus donner signe de vie.

se l’Italia e il berlusconismo tanto (giustamente) deprecato costituiscano dei casi così unici e singolari. Tempo fa ha avuto un successo fuori misura questo film che

È un’analisi del potere della televisione e di come essa influenzi comportamenti e scelte della popolazione italiana

In altre parole: sono situazioni esclusivamente italiane oppure, come mi pare di capire, hanno una portata che va ben oltre i confini nazionali?
La Francia, per esempio, ha al momento un governo di destra che comincia, è vero, a segnare il passo, ma che comunque per ora è lì e decide. Può in alcun modo essere assimilato Sarkozy a Berlusconi? E Aznar? E Putin? Secondo me, no, ovviamente. E le opposizioni in questi Paesi testé citati si arrampicano sugli specchi come la nostra? Non mi pare. Eppure i Socialisti francesi hanno anche loro le proprie belle rogne. Lo scontro tra Auby e Royal ne è un esempio. Eppure hanno trovato il sistema di ricompattarsi e stravincere alle regionali e senza usare mezzucci, tipo i tribunali. Insomma credo che la soluzione per liberarsi da questo governuccio che francamente fa poco e male debba passare per la politica, quella vera. E d’altro canto qualche tempo fa, in quella lettera di Odifreddi di risposta alle affermazioni della Gelmini sul suo rifiuto del premio Peano, c’era proprio una riflessione di questo genere:

Addirittura, pensi un po’, vorrei che a farlo cadere fosse un giudizio elettorale sul suo operato politico, e non una campagna giornalistica sulle sue scopate con le escort.

Appunto.

Categorie: Strategie contro * Il segno di una resa invincibile

Commenta pure

* * *

Sarò strano ... ·

15. marzo 2010, 09:23

… ma a me ‘sto fatto che il partito di governo alle regionali francesi faccia il 19% e il Front National di Le Pen il 18% un po’ mi inquieta. Mi pare che già Sarcozzi fosse di destra abbastanza senza bisogno dei legionari.

Categorie: Il segno di una resa invincibile * Diamoci all'ippica

Commenta pure

* * *

i più vecchi |