Come si può infarcire un discorso di dieci righe di tali e tante sciocchezze? ·

6. febbraio 2017, 11:50 by Sir Francis Drake

Come ben sanno i lettori di questo blog e gli amici di facebook sono un cultore dell’istruzione, essendo convinto che sia il pilastro su cui si basa qualsiasi società voglia definirsi anche solo lontamente “civile”, e non manco mai di far osservare come si sia proceduto, ormai da decenni, ad una neanche troppo lenta ed inesorabile distruzione della scuola tramite una infinita serie di riforme, tutte demenziali e animate da qualsiasi desiderio e interesse, precipuamente elettorale e sindacale, salvo quello degli studenti e, per naturale conseguenza, del Paese. Per far ciò a capo del preposto ministero si sono susseguiti ministri che hanno dimostrato tutta la propria inadeguatezza, quando è andata bene, e tutto il proprio odio nei confronti della cultura e dell’educazione, quando è andata male. Inoltre si è sempre agito al contrario, partendo cioè a riformare dal tetto (l’università) per poi scendere (licei e istituti) e mai dalle fondamenta (le scuole elementari).
Ora succede che, come peraltro da me personalmente osservato in lunghi di anni di lavoro presso l’Università, 600 professori universitari si rendono conto che i loro studenti non conoscono l’italiano e il preposto ministro che dice? Lo riporto e commento.

“Incontrerò a breve i promotori della raccolta delle seicento firme, ascolterò da loro quali sono i punti di crisi.

Ciccia, hanno scritto una lettera al giornale, non c’è bisogno di incontrare né di ascoltare chicchessia. C’è da mettersi a lavorare e basta. Ma naturalmente la nostra specialista di pubblica istruzione prende tempo:

Mi do quindici giorni di tempo, poi partirà il primo avviso pubblico per le competenze di base

Sì, certo, fai pure con comodo, tanto qui va tutto a ramengo, non per colpa tua per carità, ma quando ti scrivono in 600 professori universitari io i quindici giorni li metterei a frutto un po’ meglio.

Prosegue il ministro, per il quale il primo punto di crisi è “la scuola media, un problema conosciuto. Le elementari, in italia, funzionano. E’ alle medie che dobbiamo far crescere la lettura, la scrittura, la capacità di sintesi.

Buahahahahah!!! Le elementari funzionano! Le elementari sono state distrutte dal decreto che impose che la sperimentazione volontaria dei tre maestr@ ha sbriciolato quel dualismo che da Casati in poi aveva portato le nostre scuole elementari al vertice mondiale: maestr@-famiglia. Quanto alle medie andrebbero o abolite tout court oppure andrebbe reinserito quel sistema in base al quale se dopo il triennio vai al liceo, allora fai le medie, altrimenti vai alla scuola di avviamento che ti conduce quindi ad un istituto superiore di istruzione che non sia il liceo il quale, conseguentemente, dovrebbe tornare ad essere l’unica porta mediante la quale si accede all’università.

I nostri docenti delle superiori e gli esperti dell’invalsi ci aiuteranno a capire. Abbiamo due deleghe aperte in parlamento, sistema di valutazione e reclutamento. Se saremo rapidi si possono fare miglioramenti per metà marzo

Come no? E finora dove erano? Perché non si sono accorti che dalle inferiori arrivavano dei ciuchi analfabeti che loro hanno accolto e senza fare neanche il minimo sindacale di selezione (parola peraltro sconosciuta ormai a tutte le scuole di ogni ordine e grado) li hanno tutti scaricati all’università dove, peraltro, ci hanno messo un po’ di tempo a rendersi conto di avere a che fare con incolpevoli somari che non sono in grado neanche di scrivere correttamente? E poi finiamola con questa stupidaggine dei telefonini e dei tablet perché se tutte le scuole avessero messo bene in chiaro – come era loro dovere fare – che quella roba lì dentro non ci doveva neanche entrare non si sarebbe posto il problema e comunque i bambini in età elementare non hanno a che fare con questi oggetti e siccome a scrivere e a leggere si impara alle elementari il motivo del fallimento è evidentemente da ricercarsi altrove.

Inoltre, annuncia Fedeli, “con il ministero dei beni culturali organizzeremo una promozione della lettura dei libri extrascolastici, con la federazione della stampa porteremo i giornali nelle classi. La scuola, va detto, non può fare tutto, anche l’università deve farsi carico del problema della lingua scorretta”.

E finiamo in gloria: i libri extra scolastici (che non si capisce quali siano, ma forse si riferisce a tutti quelli che non sono sussidiari e manuali) sono stati, dalla notte dei tempi fino a una trentina di anni fa, il pane quotidiano di tutte le scuole elementari, medie e superiori. Non è certo colpa dei ragazzi se non vengono letti e se non imparano una sola poesia a memoria in cinque anni di elementari. La colpa, ancora una volta, è del Ministero e degli insegnanti che sono nel corso degli ultimi anni sono divenuti l’ultima frontiera del sindacalismo (provenienza anche della Fedeli, ma lei era al sindacato tessili, quindi adattissima a fare il ministro della pubblica istruzione) e che se ne sono fregati del proprio mestiere, fatte le debite eccezioni, dedicandosi alle graduatorie, agli scatti di anzianità e alle lamentele (va detto: pienamente giustificate queste ultime) sulla povertà degli stipendi. Infine scambiando il lavoro di docente e maestro con un qualsiasi altro mestiere il che – ovviamente – è una cazzata sesquipedale e pericolosissima e dannosa.

La pietra tombale sui discorsi a gazzosa della Fedeli ce l’ha messa, come capita spesso, Massimo Cacciari:

“Chiariamo: la colpa non è degli studenti, né degli insegnanti, ma di chi ha smantellato la scuola disorganizzandola. […] L’impianto dei vecchi licei è stato smontato senza riflettere su quali competenze siano comunque basilari per qualsiasi corso di studi. Prima c’era il nucleo forte di materie come italiano, latino, storia e filosofia al classico, lo scientifico cambiava di poco con l’aggiunta di matematica. Adesso si taglia il latino, si taglia la filosofia, pilastri per un apprendimento logico. […] Sembra che l’unica cosa indispensabile sia professionalizzare, ma non si vuole capire che alla base di ogni apprendimento ci sono le competenze linguistiche”

E se proprio non puoi farne a meno, allora commenta pure [9]





Le cose devono essere chiamate col proprio nome ·

6. settembre 2015, 13:19 by Sir Francis Drake

L’intensificarsi dell’esodo che dall’Africa e dal Medio Oriente investe le nostre e non solo le nostre coste, i nostri e non solo i nostri confini ha dato la stura alla più imponente e devastante manifestazione di crassa ignoranza e assoluta assenza di buon senso e civiltà cui abbia assistito in vita mia. Non entrerò nel merito della questione accoglienza sì – accoglienza no, anche se – ovviamente – ho la mia idea. Ne faccio invece una questione che apparentemente potrebbe essere ravvisata come terminologica, ma in realtà è assolutamente sostanziale. Sui giornali, nei discorsi politici, in TV e sui social media grandinano i seguenti termini: “democrazia”, “Europa”, “razzismo”, “fascismo”, “nazismo”, “nazi-fascismo”, “accoglienza”, “solidarietà”, “integrazione”, “valori cristiani”. Mi domando: sono utilizzati a proposito o a sproposito? Se ne è penetrato il significato oppure vengono utilizzati senza ragion veduta e alterandone e distorcendone la sostanza fino a snaturarli completamente?
Propendo per la seconda ipotesi e, tanto per cambiare, attribuisco questo disastro dell’anima e della società all’abbandono ormai totale di qualsiasi istanza culturale in questo Paese e alla devastazione della scuola, e per naturale conseguenza, della società che a questo punto non è più possibile neanche lontanamente chiamare “civile”, ma che è molto appropriato ormai chiamare “barbara”. Barbara nel senso greco della parola: “balbettatrice”. Perché ormai quello che si sente e si legge è un balbettio incoerente e confuso che serve solo a confondere quei rimasugli di coscienza e civiltà che ciascuno dovrebbe portare dentro di sé.
Certo non aiuta il fatto che questo Paese sia governato a livello nazionale e amministrato a livello locale da una masnada di semi analfabeti, a partire dal Presidente del Consiglio, per giungere ad analfabeti interi come alcuni ministri fra i quali citerò Alfano e la Boschi, ma solo a titolo esemplificativo. L’arroganza e la presunzione non fanno altro che dare il colpo definitivo a qualsiasi pretesa di recupero del buon senso. D’altro canto l’aver continuato a giocare con le rondelle del dodici per gli ultimi 50 anni ha alla fine prodotto questo splendido risultato.

Facciamo qualche precisazione, pur in piena coscienza del fatto che non serve a niente se non a dare libero sfogo alla intima disperazione che mi causa tutto ciò.

Allora: l’Europa. Spiacente deludere, ma l’Europa non esiste. E, cari amici, ce n’è un’altra: non è mai esistita se non per un breve periodo in epoca augustea, ma non si chiamava Europa, si chiamava Impero Romano ed era tutta un’altra cosa. Come ho avuto modo di scrivere di recente quella che chiamiamo Europa non è altro che un branco di cravattari che pensano solo ai soldi. E mezzi non sono europei manco per niente perché non condividono niente, né lingua (neanche per ceppo), né religione, né consuetudini, né provenienza, né cibo, né riti funebri, insomma: NIENTE.
Si dirà: ma politicamente si poteva fare una federazione. Si poteva, certo e c’era chi lo aveva teorizzato e auspicato (Spinelli, Schuman), ma non lo si è fatto e ora è troppo tardi. Non si è riusciti a scrivere neanche dieci articoli dieci di costituzione europea i cui principi avrebbero dovuto essere recepiti dalle legislazioni nazionali. L’unica cosa che viene condivisa, sia pure in misure totalmente diverse, è la legislazione fiscale e monetaria, ma dove vogliamo andare?

Razzismo. Cosa c’entra il razzismo? Anche qui la questione sembra terminologica, ma non lo è. Arabi e Israeliani sono della stessa razza, quella semita, ma non mi pare che vadano tanto d’accordo né che vengano trattati nello stesso modo. E da qui si arriva al nazismo. Il nazismo era razzista sì, perché trattava nello stesso modo gli appartenenti ad una razza che non fosse la loro (jafetiti): sterminava in egual misura i semiti e i camiti (i neri) nel tentativo, per fortuna non riuscito, di ridurre le razze ad una sola. Solo un ignorante della più bell’acqua (ed evidentemente sono milioni) potrebbe utilizzare questi termini per descrivere la situazione attuale. Si dovrebbe parlare molto più correttamente di puro e semplice egoismo che riassume in un solo termine quanto accade. In sostanza: in Occidente abbiamo raggiunto uno stato di benessere e di agiatezza che nessuna crisi economica, pur drammatica che sia come quella testé in corso dal 2008, riesce a scalfire. Bene. Noi Occidentali non vogliamo rinunciare a neanche un briciolo di questo benessere e di questa agiatezza e quindi questa gente che scappa da guerre e carestie non la vogliamo qui perché non vogliamo condividere niente. E a niente vale il fatto che in parte, in buona parte, abbiamo contribuito a creare questa situazione. E a niente serve ricordare che la cosiddetta Europa si è ritrovata non più tardi di cinque secoli fa nella stessa identica situazione e per le stesse identiche motivazioni. Non vogliamo restituire niente di quello che abbiamo. E’ così semplice. Perché si deve traslare tutto in questioni ideologiche che finiscono per far apparire le ragioni dei non accoglienti e quelle degli accoglienti alla stessa stregua?

I valori cristiani. Altra puttanata infame. L’Europa non solo non esiste, ma se esistesse non avrebbe certo radici cristiane. Al di là della banale osservazione che anche se le avesse non sarebbe certo motivo di vanto non foss’altro per le stragi paurose che sono state commesse in nome e per conto di tale presunte radici, anche fra cristiani, comunque sia solo i cristiani si dividono in una miriade di confessioni (ortodossi, cattolici, protestanti, cetnici) e comunque dei ventotto Stati europei molti non sono cristiani e anche quelli che lo sono in buona parte non hanno radici nel cristianesimo. Gli Slavi (Polacchi, Bulgari, Cechi, Slovacchi, Sloveni e Croati) e gli Ungro-Finnici hanno presumibilmente radici sciamaniche visto che sono il risultato di migrazioni dalla parte mongola dell’Asia. I Rumeni (sì, si dice RUMeni e non ROMeni volendo indurre analogie con i Rom che, com’è ovvio, non c’entrano niente) provengono dai Daci e quindi presumibilmente politeisti, esattamente come gli Europei Occidentali visto che tanto i Greci che i Romani erano politeisti. Radici cristiane una cippa.

Non sarebbe molto più semplice e pulito prendere atto del fatto che il mondo, di cui siamo tutti cittadini, cambia e che ci dobbiamo tutti fare carico di questi cambiamenti e delle loro conseguenze, visto che fra l’altro ne siamo in buona parte responsabili? Personalmente sono dell’opinione di Carlo Emilio Gadda: se un pappone sfregia una puttana a Maracaibo io me ne sento per la mia parte responsabile. Ma senza arrivare a tanto, basterebbe ricordarsi di quanto sosteneva Terenzio:

Homo sum, humani nihil a me alienum puto

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Se ha la compiacenza di spiegare cosa cazzo vuol dire ... ·

15. aprile 2012, 15:34 by Sir Francis Drake

«Abbiamo in giro molti apprendisti stregoni che sollevano un vento cattivo». Lo afferma il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, in un’intervista a Tgcom24 Bersani parla dell’antipolitica diffusa.

Chiaramente dichiarazioni compiute in stato di ebbrezza, indipendentemente dal soggetto cui si riferiscono. Non ci si deve meravigliare, quindi, di come sia stato possibile che il nano malefico sia stato con quei trogloditi al governo per anni, così come l’alternativa sia stata rappresentata dai peggiori democristianacci capeggiati da quel buristone di [B]Prodi[o]. Né appare strano come questi – chiamiamoli con il loro nome – buffoni si sdraino di fronte a questi delinquenti matricolati che sono al momento al governo grazie all’intervento determinante di quel vecchio napoletano che siede sul Colle (a proposito: ma quando finisce? Così per saperlo …).
Se ha ragione, come ha ragione, Odifreddi quando dice che siamo passati da un governo di subumani ad un governo di non-umani (io direi più correttamente di disumani), va altresì detto che il Parlamento è rimasto strapieno non solo e non soltanto di delinquenti matricolati, ma di subumani che, per giunta, riempiono le segreterie dei partiti (anche quella di Grillo, a mio modesto parere).
Vae victis!

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Dieci per l'idea, meno parecchi milioni per la realizzazione eh ... (cit.) ·

27. settembre 2011, 16:09 by Sir Francis Drake

Sono totalmente d’accordo a metà (cit.) con l’autrice di questo articolo. In effetti la sostanza, cioè l’idea, è altamente condivisibile. Nelle prime frasi però noto un cumulo tale di sgrammaticature e strafalcioni sintattici che me lo fanno smosciare parecchio.

Anche perché siccome i soggetti passivi dell’invettiva di questa signorina (o signora, non so) sono quanto di più ignorante e becero esista ad oggi in Italia, bisognerebbe prima di tutto metterli sotto da un punto di vista culturale, impresa che la signorina (o signora) Giulia è andata ben lontano dal realizzare.

Il voto contro l’arresto di Marco Milanese è in palese contrasto con la certezza della pena su cui la Lega “non è disposta in alcun modo a rinunciare“

Il ministro Maroni ha fatto della lotta alla mafia la priorità del suo mandato, e tutti ne decantano i suoi meriti …

Fa schifo anche se lo correggiamo, ma almeno che si sostituisca “su cui la Lega “non è disposta in alcun modo a rinunciare“” con “cui la Lega “non è disposta in alcun modo a rinunciare“”.
E direi anche di sostituire la seconda frase con “Il ministro Maroni ha fatto della lotta alla mafia la priorità del suo mandato, e tutti – per questo – ne decantano i meriti …”.
Un’ultima notazione: la signorina Giulia era anche il nome con cui il grande scrittore boemo Jaroslav Hašek chiamava una scimmietta (scimpanzé) con cui era molto amico.

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Embé? ·

21. luglio 2011, 16:32 by Sir Francis Drake

Leggo questo passo di Marcenaro (Il Foglio):

Tra gli interventi svolti ieri alla Camera dei deputati sull’autorizzazione all’arresto dell’onorevole Papa, poi brillantemente andato in porto, particolarmente acuto e convincente è sembrato quello dell’onorevole radicale Rita Bernardini. La quale ha sostenuto questo: essendo indiscutibile che, in Italia, vige un uso diffuso e inaccettabile della carcerazione preventiva; essendo questo ingiusto; essendo evidente che a questa pratica andrebbe posto rimedio, anche se il governo non ha mosso un solo passo in questa direzione; risultando accertato che la popolazione rinchiusa nelle carceri nazionali è costituita per il 40 per cento da detenuti in attesa di giudizio; considerando altresì che la metà di quel 40 per cento verrà senz’altro assolta, ciò che costituisce una vergogna, a questo punto siamo favorevoli che la carcerazione preventiva, vale a dire quella stessa vergogna, se la succhi anche l’onorevole Papa. L’onorevole Bernardini ha confermato così quanto i Radicali siano davvero radicali. Possono stare per quarant’anni senza nemmeno sfiorarlo, Caino, ma quando decidono se lo inculano vivo.

Un sarcasmo del tutto fuori luogo considerato che non si tratta di carcerazione preventiva; inoltre visto che le carceri italiane sono strapiene di poveri disgraziati che, a parte quelli per cui la possibilità che siano davvero colpevoli di qualcosa è assai flebile, anche se hanno commesso reati sono reati del tipo detenere ben 30 grammi di marijuana (il che è chiaro segno di spaccio aggravato dalla quantità …). Questo tizio, a parte la tarantella che ci è voluta per le autorizzazioni e infine l’arresto, è sospettato di aver causato dei disastri senza pari, ma non solo: si porterà con sé all’inferno gente del calibro (banditesco) di Verdini e Girlanda, cioè i peggiori in circolazione. E ancora non è detta che il barile pieno di merda non riveli perfidi intrecci anche con quei santarellini del PD (Tedesco salvato dal Senato in onore al tipico doppiopesismo piddiino) .
Infine inculare vivo qualcuno sarà sempre meglio che incularlo da morto. Questo per dire che bel giornalista è uno che scrive (e di conseguenza pensa) in questa maniera da pezzenti.

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Ci sono delle differenze, eccome ·

13. maggio 2010, 14:40 by Sir Francis Drake

«Naturalmente non è vero che ci guadagno con il nucleare, ma anche se così fosse non capisco dove sarebbe il problema. Tozzi guadagna con le sue trasmissioni e i suoi libri “ambientalisti”. Ripeto, dove è il problema? E c’è tanta gente nel mondo che vive e lavora nell’industria nucleare come in tanti altri rami dell’economia di un Paese in maniera rispettabile. Né chi lavora nel campo delle energie rinnovabili, fra cui tanti player internazionali e investitori finanziari, mi risulta lo faccia per beneficenza».

Secondo me oggi al Corriere della Sera devono aver fatto colazione con la grappa, dal momento che qui si riferisce di scuse a Totti (che non c’entra una minchia) e non a Tozzi che invece è l’altro protagonista di questa vicenda insieme al Testa di minchia protagonista della delirante affermazione sopra riportata. Perché, vi chiederete, affermo che è delirante? Perché mi dovete spiegare come si fa a sostenere una qualsiasi identità tra uno che guadagna con il nucleare, mettendo a rischio l’incolumità di un intero Paese e insozzandolo di scorie nucleari con uno che guadagna con libri e trasmissioni ambientaliste che, certo potranno essere condivisibili o meno, ma certamente non recano danno a niente ed a nessuno.

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Iniziamo bene la giornata ·

13. maggio 2010, 08:29 by Sir Francis Drake

… con un bell’articolo dove si parla di fatti agghiaccianti condito da un marchiano errore di ortografia.

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Meglio un figlio ladro che un figlio frocio ·

16. aprile 2010, 09:59 by Sir Francis Drake

Questa canzone degli Skiantos mi pare riassumere meravigliosamente la situazione che si è venuta a creare con queste deliranti, insultanti e stupide oltre ogni limite dichiarazioni di questa fava baggiana

Molti sociologi, molti psichiatri hanno dimostrato che non c’è relazione tra celibato e pedofilia, e invece molti altri hanno dimostrato che c’è una relazione tra omosessualità e pedofilia

alle quali è inevitabilmente seguita la seguente dichiarazione, altrettanto folle:

Il segretario di Stato vaticano nella sua conferenza stampa in Cile, spiega il portavoce della Santa Sede, si riferiva «alla problematica degli abusi all’interno della Chiesa e non nella popolazione mondiale»

il che non solo non è vero, come si può agevolmente indurre da qui, ma oltretutto, anche fosse vero, non sposterebbe di un millimetro la questione.

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Ma di che ... ·

12. aprile 2010, 20:27 by Sir Francis Drake

… minchia stanno parlando questi?

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A cosa serve il greco ·

2. aprile 2010, 19:34 by Sir Francis Drake

A capire per esempio cosa significa la parola (e quindi il concetto) di autonomìa. Concetto evidentemente sfuggente a molti che intervengono di continuo nei diritti e nelle prerogative dei soggetti privati e pubblici, in barba alla legge. Perché autonomìa non significa la possibilità di dotarsi di proprie leggi, ma di proprie regole e comunque è concetto relativo, non assoluto. Quando si parla delle autonomìe locali (Comuni, Regioni, Province e Enti autònomi in generale) il concetto deve essere comunque inscritto nelle leggi dello Stato approvate regolarmente dal Parlamento italiano (nel nostro caso).
Dove vuoi arrivare? Voglio arrivare al fatto che qui si annuncia che PER LEGGE si potrà distribuire finalmente NEGLI OSPEDALI la pillola abortiva RU486 che altro non è che un metodo abortivo NON INVASIVO E TRAUMATICO come l’interruzione di gravidanza chirurgica che – comunque – è prevista anch’essa DALLA LEGGE DELLO STATO (la famosa 194).
Si sarebbe tentati di dire che sia un bene no? In fin dei conti, al di là dell’eticità o meno dell’aborto, almeno questo è un modo assistito e meno traumatico di praticarlo. Soprattutto se la cosa sta in questi termini:

Qualche settimana fa il Consiglio Superiore di Sanità ha deliberato che «come unica modalità di erogazione» della pillola abortiva RU486 ci sia «il ricovero ordinario fino alla verifica dell’espulsione completa» per garantire «la tutela psicofisica della donna e il rispetto della legge 194».

Poi arrivano queste due FAVE che si mettono a fare dichiarazioni allucinanti, del tipo:

Luca Zaia: «Per quel che ci riguarda non daremo mai l’autorizzazione a poter acquistare e utilizzare questa pillola nei nostri ospedali»

oppure:

Roberto Cota non ha cambiato linea nonostante le polemiche scatenate dalle sue dichiarazioni di mercoledì (le scatole di pillole abortive «potranno marcire nei magazzini» ha detto) elogiate da monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e cappellano di Montecitorio («A Cota va il mio plauso»)

che ovviamente fanno infuriare il resto del mondo, perfino i loro méntori, col che arrivano i passi indietro che, però, dànno l’impressione di una pervicace cretinerìa

Cota: «Io ho detto che la mia posizione è per la difesa della vita e che, per quanto riguarda la Ru486, non la pensavo come la precedente presidente Bresso a favore di un impiego disinvolto di questa pillola, ossia senza ricovero»

il che dimostra la malafede perché il RICOVERO è previsto dalla LEGGE. Secondo me egli (la FAVA) ha pisciato fuori dal vaso.

oggi il neogovernatore veneto corregge il tiro: «Quando si parla di pillola abortiva, bisogna tener conto che si tratta, come giustamente fa il ministro Fazio, di una terapia che va somministrata in ambiente protetto. Come si può mettere in discussione la necessità che giovani esistenze non vengano lasciate sole e in balia di fenomeni che potrebbero essere davvero pericolosi in un momento così drammatico della loro vita?»

E chi l’ha mai detto che avrebbero dovuto essere distribuite FUORI degli ospedali?
La parola definitiva, al di là della goliardìa di certa opposizione, che sostiene non essere un governatore equiparabile ad un imperatore romano, sta nel concetto di autonomìa: molto semplicemente di quello che pensano o dicono questi due sciabordìti la legge se ne frega e loro sono tenuti ad obbedìre alle leggi dello Stato, che, per l’appunto, consentono, in ospedale e dietro ricovero, di utilizzare la RU486.
Direi che quanto ha dichiarato Fazio è la pietra tombale sulla scemenza di questi due (e non solo loro):

«C’è una legge, se la leggano»

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