Ci sono delle differenze, eccome ·

13. maggio 2010, 13:40

«Naturalmente non è vero che ci guadagno con il nucleare, ma anche se così fosse non capisco dove sarebbe il problema. Tozzi guadagna con le sue trasmissioni e i suoi libri “ambientalisti”. Ripeto, dove è il problema? E c‘è tanta gente nel mondo che vive e lavora nell’industria nucleare come in tanti altri rami dell’economia di un Paese in maniera rispettabile. Né chi lavora nel campo delle energie rinnovabili, fra cui tanti player internazionali e investitori finanziari, mi risulta lo faccia per beneficenza».

Secondo me oggi al Corriere della Sera devono aver fatto colazione con la grappa, dal momento che qui si riferisce di scuse a Totti (che non c’entra una minchia) e non a Tozzi che invece è l’altro protagonista di questa vicenda insieme al Testa di minchia protagonista della delirante affermazione sopra riportata. Perché, vi chiederete, affermo che è delirante? Perché mi dovete spiegare come si fa a sostenere una qualsiasi identità tra uno che guadagna con il nucleare, mettendo a rischio l’incolumità di un intero Paese e insozzandolo di scorie nucleari con uno che guadagna con libri e trasmissioni ambientaliste che, certo potranno essere condivisibili o meno, ma certamente non recano danno a niente ed a nessuno.

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Iniziamo bene la giornata ·

13. maggio 2010, 07:29

… con un bell’articolo dove si parla di fatti agghiaccianti condito da un marchiano errore di ortografia.

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Meglio un figlio ladro che un figlio frocio ·

16. aprile 2010, 08:59

Questa canzone degli Skiantos mi pare riassumere meravigliosamente la situazione che si è venuta a creare con queste deliranti, insultanti e stupide oltre ogni limite dichiarazioni di questa fava baggiana

Molti sociologi, molti psichiatri hanno dimostrato che non c‘è relazione tra celibato e pedofilia, e invece molti altri hanno dimostrato che c‘è una relazione tra omosessualità e pedofilia

alle quali è inevitabilmente seguita la seguente dichiarazione, altrettanto folle:

Il segretario di Stato vaticano nella sua conferenza stampa in Cile, spiega il portavoce della Santa Sede, si riferiva «alla problematica degli abusi all’interno della Chiesa e non nella popolazione mondiale»

il che non solo non è vero, come si può agevolmente indurre da qui, ma oltretutto, anche fosse vero, non sposterebbe di un millimetro la questione.

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Ma di che ... ·

12. aprile 2010, 19:27

… minchia stanno parlando questi?

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A cosa serve il greco ·

2. aprile 2010, 18:34

A capire per esempio cosa significa la parola (e quindi il concetto) di autonomìa. Concetto evidentemente sfuggente a molti che intervengono di continuo nei diritti e nelle prerogative dei soggetti privati e pubblici, in barba alla legge. Perché autonomìa non significa la possibilità di dotarsi di proprie leggi, ma di proprie regole e comunque è concetto relativo, non assoluto. Quando si parla delle autonomìe locali (Comuni, Regioni, Province e Enti autònomi in generale) il concetto deve essere comunque inscritto nelle leggi dello Stato approvate regolarmente dal Parlamento italiano (nel nostro caso).
Dove vuoi arrivare? Voglio arrivare al fatto che qui si annuncia che PER LEGGE si potrà distribuire finalmente NEGLI OSPEDALI la pillola abortiva RU486 che altro non è che un metodo abortivo NON INVASIVO E TRAUMATICO come l’interruzione di gravidanza chirurgica che – comunque – è prevista anch’essa DALLA LEGGE DELLO STATO (la famosa 194).
Si sarebbe tentati di dire che sia un bene no? In fin dei conti, al di là dell’eticità o meno dell’aborto, almeno questo è un modo assistito e meno traumatico di praticarlo. Soprattutto se la cosa sta in questi termini:

Qualche settimana fa il Consiglio Superiore di Sanità ha deliberato che «come unica modalità di erogazione» della pillola abortiva RU486 ci sia «il ricovero ordinario fino alla verifica dell’espulsione completa» per garantire «la tutela psicofisica della donna e il rispetto della legge 194».

Poi arrivano queste due FAVE che si mettono a fare dichiarazioni allucinanti, del tipo:

Luca Zaia: «Per quel che ci riguarda non daremo mai l’autorizzazione a poter acquistare e utilizzare questa pillola nei nostri ospedali»

oppure:

Roberto Cota non ha cambiato linea nonostante le polemiche scatenate dalle sue dichiarazioni di mercoledì (le scatole di pillole abortive «potranno marcire nei magazzini» ha detto) elogiate da monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e cappellano di Montecitorio («A Cota va il mio plauso»)

che ovviamente fanno infuriare il resto del mondo, perfino i loro méntori, col che arrivano i passi indietro che, però, dànno l’impressione di una pervicace cretinerìa

Cota: «Io ho detto che la mia posizione è per la difesa della vita e che, per quanto riguarda la Ru486, non la pensavo come la precedente presidente Bresso a favore di un impiego disinvolto di questa pillola, ossia senza ricovero»

il che dimostra la malafede perché il RICOVERO è previsto dalla LEGGE. Secondo me egli (la FAVA) ha pisciato fuori dal vaso.

oggi il neogovernatore veneto corregge il tiro: «Quando si parla di pillola abortiva, bisogna tener conto che si tratta, come giustamente fa il ministro Fazio, di una terapia che va somministrata in ambiente protetto. Come si può mettere in discussione la necessità che giovani esistenze non vengano lasciate sole e in balia di fenomeni che potrebbero essere davvero pericolosi in un momento così drammatico della loro vita?»

E chi l’ha mai detto che avrebbero dovuto essere distribuite FUORI degli ospedali?
La parola definitiva, al di là della goliardìa di certa opposizione, che sostiene non essere un governatore equiparabile ad un imperatore romano, sta nel concetto di autonomìa: molto semplicemente di quello che pensano o dicono questi due sciabordìti la legge se ne frega e loro sono tenuti ad obbedìre alle leggi dello Stato, che, per l’appunto, consentono, in ospedale e dietro ricovero, di utilizzare la RU486.
Direi che quanto ha dichiarato Fazio è la pietra tombale sulla scemenza di questi due (e non solo loro):

«C‘è una legge, se la leggano»

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Non condivido per niente ·

17. marzo 2010, 15:11

Circola in rete ed è arrivato in una delle mie caselle mail questo passo di un testo scritto nel 1945 (attenzione, la data è importante!) da Elsa Morante, francamente una scrittrice che, grazie alle sue frequentazioni anche matrimoniali, ha avuto molta più notorietà di quanto le sue opere meritassero.

Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.

A costo di risultare, come peraltro risulto SEMPRE, antipatico e controcorrente vo a spiegare cos‘è che non mi piace di questo scritto.

1. Non mi piace la data: 1945. Facile sparacchiare addosso a uno che – meritatamente o meno – è stato fucilato contro un muro e appeso per i piedi insieme a molti altri, non tutti altrettanto meritevoli di un trattamento del genere. Perché non ha fatto, per esempio, come questo signore che le medesime cose le ha dette e scritte nel 1925 e per questa ottima ragione ha rischiato diverse volte di morire e comunque è stato costretto all’esilio? Mi ricorda, quello della Morante, l’antifascismo di Benedetto Croce che durante tutto il Ventennio ha patito i soprusi dei fascisti comodamente alloggiato in fronte al “bipartito giogo”, francamente con ben pochi stenti.

2. Non mi piace l’italiano: lo trovo abbastanza elementare e comunque in buona parte di discutibile efficacia. Con qualche aggiunta di sgrammaticatura come le virgole prima della congiunzione non avversativa (qualcosa, e qualcos’altro).

3. Ho dei dubbi non da poco sul fatto che fosse, il personaggio in questione, incapace di comunicare con correttezza, considerato che prima di fare il leader, faceva il direttore del l’Avanti e uno che faceva il direttore di giornale nel 1920 non può essere in nessun modo equiparato al Fede, al Liguori, al Feltri o al Belpietro di oggi.

4. Mi sembra una tirata, più che sul personaggio, sul popolo italiano. In sostanza viene sostenuta la totale acquiescenza a ragioni molto bieche, ad interessi sudici, al quieto vivere ed al tornaconto di cinquanta milioni di persone. Insultante e approssimativo come modo di fare, no?

5. Infine, visto che questo passo gira in rete contro l’attuale Presidente del Consiglio, francamente non vedo l’analogia e – se la vedo – la vedo con una lunghissima serie di Presidenti del Consiglio italiani, a partire dai notissimi democristiani che per cinquanta anni hanno fatto il bello e il cattivo tempo senza che NESSUNO avesse da dir loro qualcosa o far loro una seria e costruttiva opposizione. Siccome poi questo passo lo fa girare l’attuale opposizione che – se possibile – fa ancora più schifo di quella di cui ho finito di parlare ora, direi che è proprio fuori luogo.

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La risposta migliore [via Wittgenstein] ·

24. febbraio 2010, 09:42

Una risata vi seppellirà

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Mapperpiacere ·

22. febbraio 2010, 10:07

Premesso che me ne guardo bene da sempre dal seguire quella buffonata infame che è il Festival di Sanremo ed anzi invitandovi ad andare qui e proseguire quest’opera meritoria, vorrei dire che sentire e leggere sui giornali l’espressione “sovranità del popolo” legata a quella po’ po’ di cazzata mi fa letteralmente VOMITARE. Punto.

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Eh NO! ·

18. gennaio 2010, 18:53

Personaggi DI SOLITO pregevoli e che stimo DI SOLITO molto mi cadono su una roba incredibile

Poi siccome siamo precisini e seri, li leggiamo attentamente e guardiamo i curriculums …

Sarete anche precisini e seri, ma la differenza tra il latino e l’inglese la ignorate.

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Ancora sulla stampa ·

8. gennaio 2010, 15:02

Ancora una volta possiamo apprezzare come la stampa italiana, ancorché non si occupi di politica, faccia letteralmente cacare.

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Cerca sul vocabolario alla parola "catastrofe" ·

26. dicembre 2009, 19:25

Quella che viene descritta in questo articolo è, né più né meno, una catastrofe o, meglio, l’ultimo effetto di una catastrofe lungamente preparata e messa in atto, più o meno scientemente, ed alla quale – non facciamoci illusioni – non c‘è rimedio alcuno. Quando il signore in effigie sostiene quello che sostiene:

«Sanno poche parole, non sono capaci di costruire frasi complesse e fanno errori di ortografia gravissimi, insomma non sanno usare la lingua: riassumere, raccontare, riferire. Questo significa che non hanno il dominio della realtà, perché la lingua è il modo che abbiamo per metterci in contatto con il mondo: e se non sei capace di esprimerti non sei capace di giudicare. Per di più la civiltà dell’immagine in genere usa la lingua per formulare slogan e non ragionamenti»

come si dice da queste parti: “si può scrivere a casa”. Se non la vede lui l’uscita, non c‘è essere umano che la possa vedere. Avevo già fatto presente il problema a diverse riprese, ma questa è la pietra tombale sulla questione.

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Mi piacerebbe, sì, mi piacerebbe ·

19. dicembre 2009, 19:00

Mi piacerebbe, sarebbe un bellissimo regalo di Natale che tutti i miei amici, soprattutto quelli su FB che mi leggono stessero attenti a dove CAZZO METTONO GLI ACCENTI.
Mi sarei lievemente scassato la minchia di leggere status o affermazioni di qualsivoglia genere farciti di và, fà, stà e via delirando. Ho le palle piene, davvero. Rischio seriamente di mettermi a cancellare la gente che utilizza questo italiano schifoso e sgrammaticato. Non è detto che non lo faccia se continua in questo modo.

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Something about me ·

15. novembre 2009, 21:42

Dovete sapere che io ho una malattia grave che è quella di leggere i giornali. Anni fa, disgustato da quei fogli immondi e sozzi che sono i giornali italiani e nell’impossibilità di leggere quotidianamente quelli stranieri, ho fatto voto di non comprarli MAI PIU’. Sennonché accade ancora che come entro in un bar o in un esercizio pubblico che li tiene sul banco, mi ci fiondo sopra e li leggo, purtroppo, di qualsiasi natura e qualità essi siano. Ovviamente la loro natura è merdacea comunque. Ma non solo. Il web ha significato per me la rovina totale da una parte e una medicina non da poco dall’altra, perché è vero che li leggo tutti, ma è altrettanto vero che posso leggere quelli stranieri e siccome ho la fortuna (si fa per dire) di leggere in almeno altre tre lingue oltre la mia, vi potete immaginare con quale tasso di godìo perverso mi catapulto diverse volte al giorno ed in qualsiasi situazione sui seguenti giornali et similia.
Madamina, il catalogo è questo, un catalogo gli è che ho fatt’io, osservate, leggete con me:

Neue Zuercher Zeitung, Die Zeit, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Spiegel, Suddeutsche Zeitung, Le Monde, Le Monde Diplomatique, Libération, Ring, Cubadebate, Ansa, Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, Giornalismo Partecipativo, Il Foglio, La Stampa, L’Occidentale, La Repubblica, BBC, Telegraph, Observer, The Times, The Atlantic, New York Times, The Time, The Washington Post, Asahi Shimbun, Wired.

Per finire con l’elenco, utilizzo questo ottimo strumento

Google Fast Flip

Ora ditemi voi se vi sembra da persone normali.

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Che tristezza ... ·

11. novembre 2009, 02:31

Già mi stava sui coglioni ché mi ispira una tristezza mostruosa da sempre. Poi, visto che negli ultimi cinque minuti non ha messo un congiuntivo che è uno non la posso veramente sopportare. Inoltre sta blaterando di prescrizione breve quando si sta parlando di lunghezza dei processi che con la prescrizione non c’entra una beneamata minchia. Per finire ha un’insopportabile accento dialettale dal quale – dopo trenta anni che ha lasciato la Sicilia – non è ancora riuscita a liberarsi. Senti se n’ha una per starmi sulle palle.

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Sentiamo cos'ha da dire questa nana [e vai colle scorrettezze] ·

20. ottobre 2009, 21:06

Al di là della banale osservazione che anche nelle industrie di questi squali chissà come funziona se non col posto fisso (anzi proprio in quelle della nana so per certo che pur di tenersi gente che gli torna comoda è disposta a pagarla al nero, ma che più al nero non si può), osserviamo con quale italiano brillante vengono espresse certe porcate:

Riteniamo che la cultura del posto fisso è un ritorno al passato non possibile.

Notate niente? Suvvia! Un po’ di attenzione …

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