Qualche novità ... ·

12. agosto 2010, 08:48

… in merito alla violazione dei diritti digitali da parte delle aziende leader nel software e nel multimedia che se ne inventano una dietro l’altra. Le due immagini che propongo trovano la propria spiegazione qui:

Una simpatica interpretazione dell’uscita dell’iBad e del giuda che è passato dall’essere il primo produttore di *PERSONAL* computer al peggiore cane da guardia delle multinazionali

Da inserire dappertutto sui vostri blog in modo che sia chiaro che con queste merde non vogliamo avere niente a che fare e che le combatteremo sempre e comunque.

Categorie: Pinguini * Strategie contro

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Sono impelagato da fare schifo ... ·

19. luglio 2010, 10:28

… e non scrivo nulla (qui, altrove scrivo eccome). Ma questa ve lo volevo notificare:


I am nerdier than 92% of all people. Are you a nerd? Click here to take the Nerd Test, get nerdy images and jokes, and write on the nerd forum!

Categorie: Electric Dreams * Pinguini

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Ma quanto gli dobbiamo ... ·

13. maggio 2010, 15:22

… a questo uomo! E che cose ragionevoli che dice!

Categorie: Personaggi pregevoli * Pinguini

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Die Rolle des Staates im digitalen Lebensraum ist ungeklärt ·

1. maggio 2010, 11:49

Non è indifferente il problema affrontato qui e che evidentemente qui da noi è molto meno considerato, a parte qualche raro caso del tutto residuale. Io me ne preoccuperei molto di più visto che si parla, in sostanza, di libertà.

Categorie: Pinguini * Electric Dreams

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Ma di che ... ·

12. aprile 2010, 19:27

… minchia stanno parlando questi?

Categorie: Pinguini * Parl' con l'ignuranz'

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Poveri fessacchiotti ·

7. aprile 2010, 08:39

Compratelo, compratelo!

Categorie: Pinguini * Diamoci all'ippica

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Che imbecilli! ·

2. aprile 2010, 11:44

Ma davvero cretini

Categorie: Pinguini * Personaggi spregevoli

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E a noi ... ·

2. aprile 2010, 10:28

che ce ne fotte?

Categorie: Pinguini * Circumnavigazioni

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Maledetti bastardi! Parte seconda ·

14. marzo 2010, 20:16

Contro il Digital Rights Mismanagement di Richard Stallman [La seconda traduzione per spiegare ai fessacchiotti ed agli ingenui come certuni vi piglino per i fondelli e come esistano i mezzi per evitarlo AGGRATIS del vostro sempre più amato Sir Francis Drake]

Nel 1989, in un mondo molto differente, ho scritto la prima versione della GNU General Public License, una licenza che dà agli utenti di PC la libertà. The GNU GPL, e tutte le altre licenze di software libero, è la perfetta congiunzione dei valori e degli scopi del movimento per il software libero, assicurando le libertà fondamentali ad ogni utente. Prevede infatti le libertà di 0) utilizzare il programma come ti pare; 1) studiarne il codice e cambiarlo come ti pare; 2) fare e distribuirne copie a tuo piacimento; 3) ditribuirlo anche in versione modificata, come vuoi.

Qualsiasi licenza garantisca questa libertà e una licenza di software libero. La GNU GPL va oltre: protegge queste libertà per tutti gli utenti riguardo a tutte le versioni del programma impedendo ai soggetti intermedi di lederle. Molte compenenti del sistema operativo GNU/Linux, inclusa la parte Linux che fu creata con software libero nel 1992, sono licenziate sotto GPL versione 2, rilasciata nel 1991. Ora, con la consulenza giuridica del Professor Eben Moglen, sto realizzando la versione 3.

GPLv3 servirà a porre attenzione a quegli aspetti che non potevamo prevedere nel 1989. Le generazioni successive di PC e molti prodotti che contengono computer dedicati sempre più performanti, sono stati rivoltati contro di noi dai loro produttori prima che lli comprassimo. Sono disegnati per restringere l’utilizzo che potremmo o vorremmo farne.

In primis, ci fu il TiVo. Molti potrebbero pensare che si tratti di uno strumento per registrare i programmi TV, ma in realtà contiene un vero e proprio computer che gira su GNU/Linux. Come richiesto dalla GPL, potete avere il codice sorgente per il sistema. Potete cambiare il codice, ricompilarlo e installarlo. Ma come installate una versione modificata, il TiVo smette di funzionare per colpa di una speciale meccanismo disegnato per sabotarvi. Libertà n. 1, la libertà di modificare il software a piacimento, è andata a farsi fottere.

Poi arrivò il Treacherous Computing, promosso come “Trusted Computing,” il che significa che le aziende possono “fidarsi” del vostro computer, soprattutto del fatto che dia retta a loro e non a voi. Mette in condizioni i siti di dire al mondo che programmi stai utilizzando; se cambi programma o te lo scrivi, loro smettono di parlare con te. Ancora una volta viene fottuta la libertà n. 1.

Microsoft ha uno schema, chiamato originariamente Palladium, che avvia un programma per “crittare” i dati in modo che nessu altro programma possa leggerli. Se la Disney distribuisce i film in questo modo, vi mette nell’impossibilità di esercitare i vostri diritti legittimi di buon uso. Se un’applicazione registra i vostri dati così, l’azienda ve li blocca escludendovi dall’uso. Anche questo distrugge la libertà n. 1: se versioni modificate di un programma non possono accedere agli stessi dati, non potete cambiare versione del programma come volete. Qualcosa come Palladium si prevede nelle prossime versioni di Windows.

AACS, “Advanced Access Content System”, lanciato da Disney, Intel, Sony e altri, mira a restringere l’utilizzo delle registrazioni in ambito TV HD, così da limitare le registrazioni sulla base dei voleri delle aziende. Sony fu beccata l’anno scorso a installare un rootkit nei computer di milioni di utenti e a non dir loro come rimuoverlo. Sony ha imparato la lezione: il rootkit lo installa sul computer PRIMA che voi lo compriate e non sarete in grado di rimuoverlo. Questa azione richiede esplicitamente che gli apparecchi siano robusti, il che significa che non ci potete mettere le mani. I suoi sviluppatori vorranno sicuramente mettereci software sotto GPL, in modo da truffare la libertà n. 1. Questo schema sarebbe “AACSato” e un boicottaggio dei DVD HD e dei Blue Ray è già previsto.

Permettere a pochi affaristi di organizzare un modo per negarci le libertà a favore dei propri profitti è un fallimento del governo, ma molti governi sinora, a partire da quello statunitense, hanno addirittura consentito alle polizie locali di divenire complici di questa situazione. Le industrie del copyright hanno promosso talmente tanto le proprie singolari idee del giusto e dello sbagliato che molti lettori potrebbero avere difficoltà a comprendere che la compressione della libertà individuale consente loro un incremento dei profitti.

Contro questa compressione, cosa può fare la comunità del software libero? Qualcuno sostiene che bisognerebbe accettare che vengano impedite le modifiche alle nostre distribuzioni inserite in questi dispositivi, perché gioverebbero alla popolarità del software libero. Qualcuno intende software libero come “open source”, che in realtà è lo slogan di un modo immorale di porsi rispetto alla questione, prevedendo come massima meta software potente e popolare e non libero. Se permettiamo alle aziende di utilizzare il nostro software per comprimerci, questo DRM open source sarebbe il mezzo per comprimere ancor più efficacemente le nostre libertà. Infatti lasciar utilizzare il software a questa gentaglia consentirebbe alla medesima di utilizzare proprio per quello scopo. Ce ne facciamo un bel po’ di poter leggere il codice se poi non possiamo utilizzarlo una volta modificato. Per i fini della comunità, del movimento del software libero, questa concessione sarebbe il più completo fallimento.

Abbiamo sviluppato il sistema operativo GNU per poter controllare appieno i nostri computers e cooperato liberamente per usarli in libertà. Cercare popolarità per il nostro software cedendo questa libertà annienterebbe il sistema; al massimo potremmo accarezzare i nostri ego. Invece abbiamo sviluppato la versione 3 della GPL per incrementare la libertà di modificare il codice sorgente e di utilizzarlo.

Il dibattito sulla GPL v. 3 e parte del dibattito sul DRM contro i vostri diritti. Il motivo fondanete del DRM è incrementare i profitti per coloro che li impongono, ma i loro profitti sono solo una facciata della distruzione della libertà di milioni di utenti. Il desiderio di profitto, che non è un male in sé, non può però giustificare il diniego di controllo pubblico sulla loro tecnologia. Difendere la libertà significa combattere il DRM.

Dr. Richard M. Stallman è il fondatore del Progetto GNU.

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Maledetti bastardi! Parte prima ·

14. marzo 2010, 18:11

Il DRM (Digital Restrictions Management) spiegato in parole semplici [Una traduzione del vostro amato Sir Francis Drake]

La paura monomaniacale delle grandi aziende di media è che la gente possa condividere i media digitali con gli amici, costruendo in questo modo una biblioteca pubblica e libera di opere culturali. Le biblioteche pubbliche sono meravigliose istituzioni e nell’era digitale sono divenute miracolose: possiamo adesso somministrare accesso universale al sapere ed alla cultura umana o almeno a tutto ciò che è stato pubblicato a bassissimo o addirittura nessun costo. E la cosa più incredibile è che si tratta di un processo quasi automatico: quando chiunque può condividere liberamente su un network globale con gli amici si ottiene una biblioteca pubblica digitale. Le reti peer to peer costituiscono un esempio di biblioteca digitale e il Web ne è un altro esempio. Il valore di queste biblioteche per la comunità è storico ed incommensurabile. Ma le aziende pensano agli azionisti, non alla società e sono pronte a distruggere fin dalla nascita qualsiasi risorsa pubblica che può interferire con i loro profitti. I PC hanno nel proprio DNA il compito di condividere le informazioni in modo veloce e semplice e per comprimere o annullare questa circostanza le aziende hanno bisogno della piena collaborazione ai più profondi livelli dei programmatori. Ed eccoci alla Microsoft.

Per cancellare completamente la condivisione, le aziende hanno la necessità che MIcrosoft faccia per loro due cose:

In primo luogo devono essere assicurate che il segnale digitale che esce dalle loro produzioni sia bloccato sottomettendo la musica e i film al DRM. Altrimenti chiunque potrebbe vedere un video sul computer o qualsiasi altro strumento (come una macchina fotografica digitale) e registrarlo. Così Windows quando viene suonato o visto un file con DRM, deve assicurarsi che la macchina che sta agendo stia cooperando con lo schema del DRM. Questa anti-agevolazione è chiamata Protected Media Path. Microsoft l’ha aggiunta in Vista e continua a farlo con Windows 7.

In secondo luogo le aziende vogliono che Microsoft immetta programmi che controllino il processo di visualizzazione e/o riproduzione e intercettino il segnale video e audio in modo non criptato. Dopotutto è sempre il VOSTRO computer e (ciò che le grandi aziende odiano di più) ci potete installare e far girare tutte le applicazioni che volete. Vista e Windows 7 chiudono questo buco di sicurezza (loro) monitorando tutte le applicazioni che installate e lanciate tutte le volte che vedete o ascoltate un file sottoposto a DRM. Se questi due sistemi operativi si rendono conto che state suonando o vedendo un file con un’applicazione non approvata (da loro), semplicemente stoppano la riproduzione. In pratica la criptazione dei più popolari schemi di DRM (DVD e BlueRay inclusi) è stata schiantata e delle copie SENZA DRM di un sacco di musica e film ora sono reperibili su Internet. Ma gli utenti di Windows 7 e Vista hanno ancora del codice sui propri PC che gira continuamente che cerca di limitare il loro diritto fondamentale di condividere media e, in definitiva, di costruire biblioteche.

Queste restrizioni sono arrivate molto oltre a quello che molti si aspettavano. Per esempio, su richiesta della NBC, la Microsoft ha impedito che chi utilizza Windows Media Center possa registrare tutti gli show televisivi che la NBC ha dichiarato proprietari, anche se in teoria Windows Media Center potrebbe registrarli. Hanno sostenuto che stavano semplicemente eseguendo delle regolazioni sull’FCC, ancorché la Corte di Appello abbia sostenuto che non avevano l’autorità per farlo.

Microsoft aggiunge DRM anche là dove la maggior parte delle aziende succitate ha lasciato perdere. Questo anno, dopo che tutti i negozi di musica online sono diventati DRM-free, Microsoft ha aperto un negozio di musica per i cellulari sotto DRM: questo servizio ha la seguente meravigliosa limitazione: un sacco di gente cambia cellulare ogni sei mesi, ma non c‘è modo di trasferire le canzoni da un cellulare al nuovo. Quindi se si cambia cellulare ogni sei mesi si perde ogni sei mesi tutta la musica. Ma addirittura, cosa che neanche le grandi aziende del settore avevano richiesto, ed è la dimostrazione che Microsoft il DRM se lo porta avanti da sola senza bisogno di sollecitazione: bloccato! Siccome il DRM crea un’incompatibilità artificiale, si tratta dello strumento perfetto per fregare gli utenti in maniera settoriale. Quando qualcuno compra musica dal servizio Microsoft, non può ascoltarla su NESSUN ALTRO STRUMENTO (come l’Ipod per esempio). Anche quando Microsoft ha lanciato il proprio prodotto “Zune”, questo non poteva suonare canzoni con DRM “Play for sure” Microsoft comprato da altri che non fosse Microsoft (incluso MTV URGE Music Service inserito nel Windows Media Player 11). Quindi non sono solo le aziende che pressano Microsoft per inserire DRM; bloccare tutto fa parte della strategia Microsoft e il DRM è un sistema magnifico per darle spinta e forza.

Microsoft non è l’unica colpevole in questa situazione. Apple, col suo iTunes e con i suo computer, iPod, iPhone e Apple TV impone il DRM a tutti gli utenti. Adobe e Sony lo stesso. Va detto che Microsoft è particolarmente aggressiva in questo e l’integrazione così profonda del DRM in Windows 7 è la ragione chiave per non comprarlo.

Il Software Libero, per propria natura, non supporta il DRM – se il DRM venisse integrato in un software libero gli utenti e gli sviluppatori lavorerebbero per toglierlo.

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Ma dove la trovate ... ·

13. marzo 2010, 00:35

… una rivista che oltre ad articoli piuttosto tecnici vi propone contestualmente roba così?

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'Sto ragazzo va sempre meglio ·

14. febbraio 2010, 19:01

L’ottimo Franco Vite con cui condivido il disprezzo per qualsiasi troiaio rivogato ai fessi dalla Apple (fatta eccezione di questo e di questo), ci segnala che gli Inglesi se ne sono inventata un’altra per evitare di comprare quella cazzata sui abbiamo già espresso opinioni non così entusiaste.

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Evvaii! ·

5. febbraio 2010, 05:13

Eccone un’altra:

Defective by Design delivers iPad anti-DRM petition with 5, 000 signatures to Steve Jobs

Comunque vada sarà un successo …

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Che si defechino in mano e si prendano a schiaffi ·

4. febbraio 2010, 19:09

Apprendo da Franco Vite, dopo quanto ho detto e scritto a proposito di quella porcheria liberticida, che sta per uscire questo capolavoro:

di cui si parla anche qui, qui e qui. Considerate che, al contrario di quella cacata, ha la videocamera, un video da 10.1 inches, un hard disk da 160 GB e il processore Atom (come qualsiasi netbook). Quindi è UN COMPUTER. Inoltre, e questa è la cosa PIUIMPORTANTE, monta Debian e quindi tutti i problemi di DRM e cacchi vari sono annullati. Ci potete suonare sopra quello che vi pare senza farlo sapere a Micro$ozz o Apple e, soprattutto, alla RIAA nonché al papa che poi la madonnina piange che rubate la musica …

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E meno male ci prendevano per il culo ... ·

31. gennaio 2010, 19:23

No, no … Facevano proprio bene gli innamorati di Micro$ozz a perculeggiare chi da anni sta sostenendo che più insicuro del loro sistema operativo (browser incluso) non c‘è niente al mondo.

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