
Die Zeit si sente in dovere di spiegare ai Tedeschi come mai, considerata la stagione a dir poco inclemente, siano giustificabili i ritardi che hanno raggiunto, udite udite, addirittura i venti minuti (cazzo, dico, cazzo). Per non parlare del fatto che, siccome ad Amburgo il ghiaccio aveva completamente bloccato i binari, i passeggeri di un treno si sono trovati, deprecabilmente, a farsi cinque chilometri a piedi per raggiungere la stazione. Ora: venti minuti di ritardo per TUTTI i nostri treni sono la NORMALE CONSUETUDINE anche d’agosto e per quanto riguarda l’andare a piedi, da studente, me ne sono fatti diversi di chilometri a piedi e SENZA GHIACCIO.
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