Libero come nella parola libertà ·

17. gennaio 2016, 16:21 by Sir Francis Drake

Quest’oggi vi propongo un divertissement, se così lo possiamo definire. E lo introduco con un tipico scherzo ricorsivo in stile Linux: l’immagine dell’articolo che sto scrivendo nel backend del mio blog. Dovete sapere che qualche anno fa, preso – come mio solito – dalla smania di fare qualcosa per il bene comune, insieme ad alcuni colleghi che – come me – si occupavano di informatica all’Università di Siena, decisi di lanciare un programma di migrazione da Windows a Linux nell’ottica di risparmiare risorse economiche visto che il contratto che l’Ateneo aveva concluso con la Microsoft era piuttosto oneroso. Ciò, oltre all’attività molto impegnativa di migrare i PC, comportò anche di organizzare ed erogare corsi di formazione per i colleghi che si trovavano a utilizzare un sistema operativo diverso da quello al quale erano abituati. Ovviamente questo manualetto che veniva distribuito durante i corsi di formazione della durata di 4 ore fa riferimento ad una distribuzione di GNU/Linux basata su Ubuntu che era stata creata apposta per lo scopo e quindi molti comandi sono propri di quella distribuzione. Tuttavia ritengo che possa avere utilità per chi fosse interessato al cambiamento. E’ scritto in modo molto leggero e, spero, divertente nonostante la non particolare leggerezza dell’argomento. Vi si fa cenni di storia del sistema operativo e si dà una formazione di base (soprattutto della riga di comando) che è ancora oggi valida e che è valida per tutte le distribuzioni.
Eccolo qua:

Manualetto di migrazione da Windows a Linux

Naturalmente, nonostante gli sforzi, il progetto dopo un primo impatto positivo è fallito e, appena ho voltato la schiena a quell’istituzione che da ultimo avevo imparato ad odiare (e nonostante alcuni colleghi insistessero nel perseguire il progetto) immediatamente si è tornati a foraggiare la Microsoft. E altrettanto naturalmente per aver lanciato all’epoca il progetto sono stato bersaglio di critiche e insulti nonché di ritorsioni. Questo si ottiene a cercare di fare del bene. Non importa. Il bene l’ho fatto anche a me stesso imparando l’ennesima cosa nuova (ormai non più tanto per me) e imparandola benissimo perché, è ovvio, per poterla insegnare bisogna conoscerla in modo approfondito. Fra l’altro la cosa mi ha consentito di entrare in contatto con persone eccezionali (oltre che con i colleghi che facevano parte del gruppo come Giacomo De Murtas, il mio sodale di una vita Roberto Bartali, Stefano Picascia e [non] molti altri) fra le quali citerò sicuramente tutti i membri dello SLUG (Siena Linux User Group) fra cui Emanuele Bruni, Paolo Sammicheli, Simone Soldateschi, Szymon Stefanek, Yusef Maali, Luigi Pertici, e tanti altri, il Prof. Renzo Davoli, vero e proprio genio e persona squisita e cordiale, nonché Benjamin Mako Hill, uno dei principali alfieri al mondo del software libero.
Mi basta così. Chi non mi vuole non mi merita.

E se proprio non puoi farne a meno, allora





Fred    gen 17, 19:50   

Indietro non si torna!
Gabba gabba hey!
Linux o muerte!

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