Un'analogia ·

3. novembre 2016, 18:50 by Sir Francis Drake

Nel piccolo paesino di Marciana Marina, il più piccolo comune della Toscana con un’estensione di 5 kilometri quadrati e la sua popolazione di 1961 abitanti (come si può leggere agevolmente qui), si sta svolgendo da qualche tempo un dramma amministrativo e politico. Ora si premette che qui non si vogliono in alcun modo prendere posizioni sulla vicenda che vede coinvolti, fra l’altro, diversi amici dello scrivente da entrambe le parti della barricata ragion per cui, a maggior ragione, ribadisco, non voglio prendere parti. Questo post serve ad un altro scopo che vado a spiegare. Succede che il sindaco e, va da sé, la giunta abbiano deciso che per incrementare le possibilità turistiche del paese sia necessario ampliare il porto sia aggiungendo un “pennello” in cima alla foranea per aggiungere circa 80 posti barca sia, e questo in particolar modo suscita scontento, ampliare l’estensione del lungomare aggiungendo circa 3000 metri cubi di cemento. Insisto a ribadire che non sto giudicando niente e non prendo parti. Ora questo progetto in, pare, forte stato di avanzamento e definizione trova la contrarietà dell’opposizione e di una parte dei cittadini che hanno dato vita anche a comitati per contrastarlo. Sono anni che la minoranza, appoggiata da alcuni cittadini, se la prende con sindaco e maggioranza con i quali si scambia feroci accuse che sfiorano e spesso superano i limiti del buon gusto e della correttezza (da entrambe le parti, sia chiaro, ora basta non lo dico più, eh). Ora perché vi racconto tutto questo? Perché data la legge sugli enti locali, il cosiddetto TUEL, la minoranza non ha modo di contrastare il sindaco, che è eletto direttamente dalla popolazione e che gode, ovviamente dell’appoggio della giunta che ha nominato lui e della maggioranza schiacciante di 4 a 2 in consiglio comunale.
Avete seguito sin qui? Bene. Bravi. Ora immaginiamo che passi questa scellerata riforma costituzionale e che, contestualmente, la legge elettorale, il cosiddetto Italicum non venga demolito dalla Corte Costituzionale. Ci ritroveremo, vi ritroverete con un Presidente del Consiglio (il Sindaco) che nomina (su incarico del Presidente della Repubblica, certo) i Ministri (la Giunta) e che qualsiasi cazzata pensi e attui non potrà mai essere contrastata da chicchessia perché in Parlamento, formato da una sola camera elettiva e alla quale sono demandate quasi tutte le competenze legislative (il Consiglio comunale) e nella quale il suddetto Presidente del Consiglio gode di una schiacciante maggioranza che gli deriva dall’inaudito premio di maggioranza. Solo che questa volta non si parla di scaramucce (sia pure violente e rilevanti in proporzione) nel più piccolo comune della Toscana; si parla della gestione dello Stato italiano in tutti i suoi gangli. Se, poniamo, il Consiglio dei Ministri decide di varare un piano energetico nazionale che prevede l’incremento delle trivellazioni in mare e in terra onde estrarne quanti più fossili inquinanti possibile e contestualmente di affiancargli una miriade di centrali nucleari sotto il balcone di casa vostra non c’è cristo che scenda in terra che possa impedirglielo. E va già bene se il PdC è quello attuale che, pur incapace, analfabeta e spaventosamente arrogante è pur sempre un moderato. E se il PdC è Salvini? O Peppecrillo? O l’altro analfabeta Di Maio o quell’altro ancora Di Battista? O Giorgia Meloni? Siamo, siete sicuri che volete questo? E non disturbatevi troppo a contestare la similitudine, perché la similitudine c’è eccome. Boh, come diceva un mitico personaggio piombinese: disse Gesù fate vobis, si girò e dormì saporitamente.

E se proprio non puoi farne a meno, allora





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