

Mi sto interrogando, anche sulla scorta delle mie ripetute letture di alcuni volumi fra cui spicca Praga magica di Angelo Maria Ripellino, nonché delle opere di Gustav Meyrink, ed ancora sulla scorta dei miei comportamenti, sulla figura del Doppelgänger. Essa è inspirata largamente al Baphomet e al Giano di latina memoria. Non è la prima volta che mi interesso di queste figure, come si può facilmente intuire da questo
Lo sdoppiamento, nel mio caso addirittura il quadruplicamento, di identità mi affascina e oziosamente mi chiedo se la cosa, che altri mette in difficoltà, a me risulti particolarmente gradita e mi consenta di esprimere al massimo le mie potenzialità.
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Eccone un’altra:
Defective by Design delivers iPad anti-DRM petition with 5, 000 signatures to Steve Jobs — More Coming
Comunque vada sarà un successo …
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Trovo abbastanza sospettoso l’utilizzo di certe locuzioni perché non sono sicuro che i termini in cui vengono espresse vengano utilizzati a ragion veduta. L’esperienza mi insegna che spesso si ingenerano confusioni terribili e dannose che un corretto utilizzo della lingua contribuirebbe moltissimo ad evitare. Nel caso specifico da un lato la locuzione mi pare leggera, nell’ipotesi in cui con “religione” si intenda “superstizione religiosa”. In questo caso la proposizione corretta dovrebbe essere: “La religione impedisce” tout court, non di ragionare, impedisce qualsiasi funzione effettivamente vitale dell’essere umano, che viene ridotto ad un mentecatto (mente captus = preso nella mente). Se invece si è utilizzato un termine generico, ricomprendendovi quindi anche il concetto di “spiritualità“, allora si è presa una cantonata non da poco, visto e considerato che anche ad un ateo e ad un anticristo come me sfuggirebbe completamente il senso di qualsiasi cosa se si facesse a meno di qualsivoglia afflato di spiritualità.
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Apprendo da Franco Vite, dopo quanto ho detto e scritto a proposito di quella porcheria liberticida, che sta per uscire questo capolavoro:

di cui si parla anche qui, qui e qui. Considerate che, al contrario di quella cacata, ha la videocamera, un video da 10.1 inches, un hard disk da 160 GB e il processore Atom (come qualsiasi netbook). Quindi è UN COMPUTER. Inoltre, e questa è la cosa PIU’ IMPORTANTE, monta Debian e quindi tutti i problemi di DRM e cacchi vari sono annullati. Ci potete suonare sopra quello che vi pare senza farlo sapere a Micro$ozz o Apple e, soprattutto, alla RIAA nonchè al papa che poi la madonnina piange che rubate la musica …
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… allora si prega in ginocchio dimenticandosi allegramente di un sacco di faccenduole.
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No, no … Facevano proprio bene gli innamorati di Micro$ozz a perculeggiare chi da anni sta sostenendo che più insicuro del loro sistema operativo (browser incluso) non c’è niente al mondo.
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Bisogna che lo dica che la campagna letteralmente mostruosa fatta su tutti i telegiornali e in tutte le rubriche di attualità e in tutti i giornali possibili immaginabili di questa stronzata mi fa vomitare. Come accendiamo il televisore ci troviamo di fronte a quella faccia di culo che non la smette un minuto di pontificare su cretinate sesquipedali (l’amore., la coppia, la fava e la rava), ben lieto di sentirsi chiedere continuamente, lui e tutti quelli che hanno partecipato a questa truffa ai danni del cinema e della cultura più in generale, pareri metafisici che i giornalisti si sarebbero astenuti dal chiedere ad un redivivo Aristotele. Mi fa schifo che lui, come altri tipo Salvatores, Tornatores, Briatores e peones vari che in altri tempi erano arrivati ad includere addirittura Vincenzo Salemme, godano di tutta questa attenzione del tutto ingiustificata e delle prebende di questo ridicolo Stato. Odio vedere i loro musi schifosi ed insulsi e le loro quattro ideucce messe in croce in quei filmucci insulsi (che però costano quanto Ben Hur), salvo poi farsi perculeggiare dall’universo mondo (vedi la bocciatura di Baarìa alle nominations che non avrebbe dovuto stupire nessuno) come mettono il naso fuori di qui. Fra l’altro a questo ultimo proposito, mi fa particolarmente disgusto che attraverso i film di questo scemotto si dia un’idea assolutamente assurda e falsa di regioni dello Stato, come la Sicilia, che hanno ben altre caratteristiche, tipo questa. E che i problemi che emergono dall’articolo siano affrontati solo da Raoul Bova e Tony Sperandeo mi fa andare su tutte le furie.
Ovvìa, ora l’ho detto, mi sento meglio.
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Die Zeit si sente in dovere di spiegare ai Tedeschi come mai, considerata la stagione a dir poco inclemente, siano giustificabili i ritardi che hanno raggiunto, udite udite, addirittura i venti minuti (cazzo, dico, cazzo). Per non parlare del fatto che, siccome ad Amburgo il ghiaccio aveva completamente bloccato i binari, i passeggeri di un treno si sono trovati, deprecabilmente, a farsi cinque chilometri a piedi per raggiungere la stazione. Ora: venti minuti di ritardo per TUTTI i nostri treni sono la NORMALE CONSUETUDINE anche d’agosto e per quanto riguarda l’andare a piedi, da studente, me ne sono fatti diversi di chilometri a piedi e SENZA GHIACCIO.
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… di riproporre questo geniale video su quella stronzata dell’Ipad segnalato dall’amico Gianni
per fare un breve elogio su quello che ritengo a questo punto essere il più grande attore vivente. Non vi potete rendere conto di quanto mi costi fare un’affermazione del genere, considerato che è svizzero, però non si può esimersi dall’ammirare una carriera di una grandezza presumibilmente inarrivabile. Attore capace di ruoli scherzosi (Pane e tulipani), tragici (l’Hitler originale), riflessivi (Il cielo sopra berlino), tra il pop e l’horror classico (Nosferatu). Questo per rimanere al cinema. La sua grandezza però è soprattutto in teatro, dove viene considerato, sui palcoscenici tedeschi, alla stregua di Minetti, Ritter, Paula Wessely. E a tal proposito proprio per lui e per la Paula Wessely era stato scritto il dramma di Thomas Bernhardt Die Jaedgesellschaft (La brigata dei cacciatori). Insomma un grandissimo artista dalla modestia innata, culturalmente superiore (parla diverse lingue correttamente).
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Quello che vedete ritratto è un serial destructor. Qualsiasi cosa faccia o dica o trami reca danno a una moltitudine di persone, buone o cattive, nemiche o amiche non fa differenza. Nemmeno se la cosa sia o meno nelle sue intenzioni conta. Egli è disposto a comportarsi nella maniera più abietta pur di recare danno a qualcuno. Nascondendosi dietro una – a questo punto ritengo presunta – intelligenza, egli si dedica a piccole o grandi trame che portano inevitabilmente al male di qualcuno. Egli si ritiene machiavellico, non sapendo – il fava – che proprio Machiavelli, che sembra essere il suo modello di vita, era politicamente e istituzionalmente un fallito miserevole (al contrario non si discutono le sue qualità intellettuali e culturali, che invece difettano al suo povero emulo). Dopo aver dato il bacio della morte a amici e nemici, come dicevo, e basta ricordarsi di Occhetto e Veltroni per giungere a Bersani, il suo ultimo successo come cassamortaro lo ha ottenuto con questa storia del Governatore della Puglia. Lui, che ha il proprio feudo elettorale lì, ha pensato bene di volersi disfare del Governatore uscente che, ai suoi occhi, pecca sicuramente di essere comunista davvero, finocchio ed efficiente. Il risultato è stato che si è fatto impallinare quello che gli aveva contrapposto (Boccia), nonché di impallinare Bersani che si è fatto trascinare in questa cretinata, ed in definitiva di impallinare il già malmesso PD. Incredibile!
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Sto leggendo (anzi: ri-leggendo) una biografia di Henry Lee Lucas (La biografia criminale del più spietato serial killer d’America, I Libri Neri, 1993) e, al di là della storia in sé, che pure è tremenda, la lettura mi ha suscitato la riflessione che negli Stati Uniti (anche da altre parti, ma lì di più) moltissimi individui soffrono di una solitudine micidiale che li porta, inevitabilmente, a dare segni di squililbrio mentale che in alcuni casi portano a reazioni inusitate. Questa osservazione vale sia per la provincia, che – seppur popolosa – fa da cornice alle gesta di Lucas come di molti altri serial killers (vedi ad esempio Jeffrey Dahmer), sia per le megalopoli che eidentemente hanno un alto effetto alienante. L’esempio di Lucas è significativo non tanto per la SUA solitudine, ma per quella di tutti quelli che bene o male gli sono girati intorno (madre, padre, fratelli, fidanzata, vittime). E d’altro canto anche persone equilibrate e lontanissime dalle condizioni ambientali di Lucas, come ad esempio Bruce Springsteen, che proviene è vero dalla classe proletaria del New Jersey, ma da acuto osservatore qual è ha riportato quadri di solitudine e di disagio come quello descritto in Nebraska:
I saw her standin on her front lawn just twirlin her baton / Me and her went for a ride sir and ten innocent people died
From the town of lincoln nebraska with a sawed-off .410 on my lap / Through to the badlands of wyoming I killed everything in my path
I can’t say that Im sorry for the things that we done / At least for a little while sir me and her we had us some fun
The jury brought in a guilty verdict and the judge he sentenced me to death / Midnight in a prison storeroom with leather straps across my chest
Sheriff when the man pulls that switch sir and snaps my poor neck back / You make sure my pretty baby is sittin right there on my lap
They declared me unfit to live said into that great void my sould / Be hurled
??They wanted to know why I did what I did / Well sir I guess there’s just a meanness in this world ??
E tornano in mente, a conforto di quanto sto dicendo, i quadri di Hopper, sia quelli ambientati in campagna, che quelli che mostrano gli aftehour bars.
Sempre più avanti nella periferia, la desolazione chiama
James D. Morrison
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Riesce regolarmente a metterlo in tasca a milioni di persone con una grazia ed una leggiadria non comuni. Prima si è inventato il Macbook Air, una fregatura sesquipedale che ha le capacità più o meno di un Amiga con le porte usb e il wifi; quindi è passato all’Ipod Touch che veramente costa un botto di soldi e, alla fine della festa non è che un lettore di mp3; poi, non contento, l’Iphone che è veramente il top delle fregature: prezzo spropositato e tariffe tanto americane che italiane capestro. E ora arriva con l’Ipad che non è altro che un Ipod più peso e più ingombrante. Ma la cosa più grave non l’ho ancora detta, la faccio dire a Peter Brown, Executive Manager della Free Software Foundation:
With new tablet device, Apple’s Steve Jobs pushes unprecedented extension of DRM to a new class of general purpose computers
DRM is used by Apple to restrict users’ freedom in a variety of ways, including blocking installation of software that comes from anywhere except the official Application Store, and regulating every use of movies downloaded from iTunes. Apple furthermore claims that circumventing these restrictions is a criminal offense, even for purposes that are permitted by copyright law.
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… per la scomparsa di un personaggio di cui avevo già parlato. Ebbene sì, ci ha lasciati ieri.
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Colgo l’occasione di fare un panegirico per una delle mie band preferite, per inaugurare una nuova categoria (dello spirito) nella quale di volta in volta farò qualche riflessione sul/sui libro che sto leggendo e la intitolo con il titolo di una delle canzoni contenute nel disco 77 del 1977 appunto: The book I read.
Che dire dei Talking Heads? Sicuramente riuniscono in sé molte caratteristiche fra le quali menzionerò una notevole predisposizione per l’avanguardia e la miscelazione dei generi, l’aver sicuramente lasciato il proprio segno a lungo nel tempo, l’aver scritto diversi must come Psycho Killer, Once in a Lifetime, Burning Down the House, Life During Wartime e molti altri, l’aver collaborato con musicisti che a tutt’oggi sono considerati a buona ragione dei pilastri di molti generi (menzionerò Brian Eno, Adrian Belew, Robert Fripp). Per anni ho tenuto nel file di signature di uno dei miei indirizzi di posta elettronica una loro frase: “E quando tutto andava a catafascio / nessuno ci faceva tanto caso”, frase che sto per riprendere e mettere nella signature del mio indirizzo di posta di lavoro visto che è esattamente quello che sta succedendo.
Inoltre, a mio modo di vedere, hanno scritto una delle più belle canzoni di cui vi propongo il video nonché il testo. Per il libro che sto leggendo vi rimando invece ad un successivo post.
Everyone is trying to get to the bar.
The name of the bar, the bar is called Heaven.
The band in Heaven they play my favorite song.
They play it one more time, they play it all night long.
Oh heaven, heaven is a place, a place where nothing, nothing ever happens.
Heaven is a place, a place where nothing, nothing ever happens.
There is a party, everyone is there.
Everyone will leave at exactly the same time.
When this partys over it will start again.
It will not be any different, it will be exactly the same.
Heaven is a place, a place where nothing, nothing ever happens.
Heaven is a place, a place where nothing, nothing ever happens.
When this kiss is over it will start again.
It will not be any different, it will be exactly
the same.
It’s hard to imagine that nothing at all
could be so exciting, could be this much fun.
Oh, heaven, heaven is a place, a place where nothing, nothing ever happens.
Oh, heaven, heaven is a place, a place where nothing, nothing ever happens.
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Mentre in qualsiasi parte d’Europa inorridiscono al solo pensiero di pagare per passare da una strada PUBBLICA, in Italia c’è chi fa queste proposte. Che tristezza!
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